Perplessità sul servo e il bambino: Mosè

Il cervello mi costringe a riflettere sul racconto del Servo dell’Altissimo che uccide il ragazzetto davanti a Mosè quindi occorre una meditazione ulteriore

 

 

Perché Il servo uccide un ragazzo

 

Leggendo e ripensando al racconto dell’avventura di Mosè, pubblicato nell’articolo: Ambiguità sulla retta via;

che cerca di scoprire i particolari della retta via e si trova davanti un personaggio senza scrupoli:

la mia mente elabora congetture che la portano a dubitare delle risposte date dal servo dell’Altissimo a Mosè.

 

Il servo sostiene di non compiere alcuna azione di sua iniziativa ma solo per il volere del Creatore e questa considerazione lascia perplessi.

Per questo motivo, in questo articolo, cercherò di trovare un linea di pensiero che abbatta ogni congettura e sia accettata dai neuroni dal cervello.

 

Perché essendo il padre di due figli percepisco cosa avrei risposto o fatto ad un estraneo che sostiene un fenomeno del genere.

Forse quello di fare una telefonata ai carabinieri anche se ai tempi di Mosè non c’era il telefono e neppure gli sbirri.

Certamente per chi non ha figli, il ragionamento del servo dell’Altissimo, è più facile da comprendere perché non prova il sentimento di paternità.

 

 

 

 

I genitori del ragazzo ucciso

 

potrebbero comprendere un fenomeno simile a quello che sostiene il  servo del Creatore?

Io credo che, sia pur credenti e umili, durante la perdita di un figlio potrebbe facilmente verificarsi un rigetto totale delle teorie religiose.

Però, sino a questo punto, non ho considerato le circostanze nelle quali avvengono questi fenomeni descritti nel Corano.

Ho associato alla lettura coranica solo considerazioni attinenti il mondo e a questa esistenza, temporanea, che ci serve per

conoscere e diventare uomini.

Infatti: Mosè chiede di conoscere i particolari della retta via, non di comprendere cos’è la paternità; ed è per questo motivo:

che l’Altissimo gli invia questi segni.

 

Esempio: nella mia vita ho chiesto di conoscere la verità e l’Altissimo mi ha spinto nei luoghi più bui della Terra per permettermi questa conoscenza.

Non mi ha guidato in luoghi di benessere, gioia, ricchezza e divertimento ma solo in posti terrificanti difronte a persone senza scrupoli.

 

 

 

 

Il ragazzetto avrebbe imposto ribellione

 

e miscredenza ai suoi genitori, dal racconto del servo, quindi era un ribelle che avrebbe deviato molti dalla retta via.

L’Altissimo tramite l’evento tragico dell’uccisione del ragazzetto dimostra a Mosè un particolare importante della Retta Via:

quello che la ribellione ai Suoi ordini viene estirpata dalla Terra per essere sostituita con qualcosa di migliore.

 

Senza alcun scrupolo, per chi resta sul pianeta, perché: è solo dai fenomeni che accadono nella vita della specie umana che l’uomo è

evoluto anche intellettualmente.

Siccome per evolvere fisicamente è sottoposto ai cambiamenti climatici così accade anche per il suo intelletto con in cambiamenti di umore

negli eventi tragici della sua esistenza.

Infatti il servo risponde a Mosè dicendogli che non avrebbe compreso i suoi atteggiamenti e avrebbe perso la pazienza.

 

Fenomeno che accade al terzo gesto del servo, inconsueto per Mosè, nel quale il servo dell’Altissimo gli ordina di ricostruire il nascondiglio

di un tesoro appartenente a due orfani della città.

Gesto che spinge Mosè a pensare che, il servo, debba ottenere un guadagno dai proprietari del tesoro.

Ma il servo opera solo per volontà dell’Altissimo e non fa alcunché per sua intenzione quindi: il suo comportamento non può

ottenere alcun guadagno o giudizio umano.

 

 

 

Ciò che la specie umana deve comprendere

 

consiste nella potenza del’Altissimo che può fare ciò che vuole e quando toglie qualcosa all’esistenza la sostituisce con una migliore.

Infatti: circa 30 anni fa, anche a me, una ragazza rispose nello stesso modo alla domanda: se avesse già  trovato uno migliore.

Lei rispose: “c’è sempre qualcuno migliore di noi”

 

Forse era una profezia ma in quell’attimo non compresi e mi comportai come Mosè con il servo dell’Altissimo.

Nonostante la mia penultima considerazione sia solo allegorica l’Altissimo sostituisce sempre ciò che vuole alla sua creazione;

e sempre con qualcosa: che completi l’informazione precedente da Lui inviata.

 

 

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Ambiguità sulla retta via