Perché Dio non elimina il male?

Chi non è a conoscenza di alcuni fenomeni legati alla natura dell’uomo; e alle leggi fisiche del pianeta e della vita si pone sovente questa domanda


Perché il male è tra noi?

 

Perché Dio non estirpa il male?

 

 

Anch’io, nella mia adolescenza, mi ponevo, sovente, questa domanda; ma la risposta era di fronte a me, nonostante occorsero ancora anni di esperienza e studio per comprendere questo mistero.

L’uomo è cambiato velocemente nel corso di 6000 anni; che lo hanno trasformato in un essere distaccato dalla natura e capace di andare nello spazio.

 

Prima di questo tempo:

 

non esisteva una separazione così ampia tra il bene e il male, come in natura tutto ciò che accade non può essere rifiutato;

gli animali e le piante: accettano totalmente il loro destino, senza giudicarlo giusto o sbagliato; mentre gli esseri umani vogliono dividere questi due fenomeni che, altro non fanno, che costituire questa esistenza.



Perché: se c’è un Dio?

 

Perché: ciò che ti hanno insegnato, su questo Dio, nasce da più congetture; che riflettono l’uomo in Dio, mentre l’Altissimo: è oltre tutto ciò che considerano.

Puoi giudicarmi come un eretico, lo so, ma un entità capace di creare e di sussistere da se stessa, senza alcuna necessità: non può essere simile ad alcuno che esso sia uomo oppure animale.

Altrimenti non potrebbe essere autosufficiente e creatore di tutto ciò che è visibile e invisibile ai tuoi occhi.

 

Ne consegue:

che per essere di tale sostanza: non considera la sventura o la disgrazia sul mondo o sull’uomo come un male da eliminare.

Perché: anche l’uomo, come il resto degli esseri viventi: evolvono, anche, tramite i loro errori, i loro limiti ed anche le disgrazie; che a impongono una rigida riflessione su colui che le incontra.

Purtroppo è molto difficile comprendere che un dio non sia solo buono e permetta al male di esistere, ma tutto fa parte della stessa creazione.

E dividendo il male da Dio, temendolo e odiandolo come un’altra entità con super poteri associ all’Altissimo un’altra divinità.



La mia considerazione finale:

 

attinente all’Altissimo: consiste nel considerarlo Colui che permette l’esistenza e l’intelligenza senza preoccuparsi se l’uomo la usa perché il risultato delle sue intenzioni lo trova già in questa vita.

Mentre molte disgrazie e ciò che l’uomo considera: male, dipende quasi sempre da ciò che commettono le sue mani, i suoi piedi e il suo cervello, che evadendo le leggi fisiche e psicologiche, lo conducono in tristi realtà.

Che per fuga dalla realtà: il soggetto considera “il male” che lo ha posseduto senza che il famoso dio intervenisse in alcun modo.

Oppure: la scusante dell’abbandono, da parte questo dio, alla tentazione; mentre essa nasce da un desiderio conscio od inconscio, ma sempre dell’individuo.


 

 

 


Ciò, che molti individui vogliono:

 

è rimettere la loro responsabilità in un’altra entità, che sia essa buona o cattiva, per scaricare i sensi di colpa scaturiti dal vivere una vita, ormai, totalmente innaturale per l’umanità.

A differenza degli altri esseri creati:

Ci siamo assunti la responsabilità di conoscere, cerca di ricordare, non possiamo tornare indietro; ora dobbiamo conoscere; e senza gli elementi che compongono l’esistenza, comprendere: non sarebbe possibile.

L’altissimo: non è la, laggiù o lassù ma: Egli è ovunque, come tra te e il tuo cuore come nella tua esistenza.


 

 

 


Perché?

non considero un “dio” ciò che viene sovente predicato?

Perché ogni volta che mi avvicino alle culture religiose noto che c’è sempre una congettura che disturba il concetto di Creatore.

Vedo i religiosi ostentare un amore che non è mai esistito e storielle fantasiose che vogliono rappresentare l’Altissimo: come un umano sensibile anche alle mosche.

Che si piega per le sofferenze e pratica giochi do prestigio (miracoli) per stupire ed appagare i suoi servitori.

Considerano il loro dio: un essere capace di offendersi, di diventare geloso e vendicatore, ma queste non sono le qualità di un Creatore, sono problemi psicologici dell’uomo.

Se l’Altissimo: avesse certe paturnie, farebbe ridere il mondo intero e forse anche qualche altro pianeta.

Mentre tutti sono a conoscenza che ogni problema puoi solo risolverlo, solo, con l’impegno e l’intelligenza e che ciò che ottieni, dalla tua vita, è solo per merito dei tuoi sforzi.

Perché l’Altissimo basta a se stesso e ha creato la vita con tutti i suoi fenomeni che servono per farci comprendere ciò che ancora non conosciamo di noi e dell’esistenza.

 

 

Purtroppo:

 

sono a conoscenza che non è solo responsabilità delle religioni trasmettere ai fedeli fiabe fantastiche, anche i religiosi hanno bisogno di questo appagamento psicologico;

altrimenti, nessuno di loro, frequenterebbe chiese, moschee e sinagoghe; fenomeno che porterebbe alla nascita di un grave problema:

i centri religiosi non guadagnerebbero più nulla e i sacerdoti, di ogni religione, dovrebbero imparare un mestiere; e lavorare ogni giorno per mantenersi.

L’Altissimo è sempre tra te e il tuo cuore e non necessità alcunché.