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La malattia Kawasaki: infiammazione arterie coronariche

America e Giappone dimostrano un’alta incidenza di casi affetti dalla malattia di Kawasaki, negli Stati Uniti: diagnosticati dai 3000 ai 5000 casi ogni anno

La malattia di Kawasaki 

La vasculite

Consiste in un processo infiammatorio che colpisce i vasi sanguigni di piccolo e medio calibro che si trovano nella cute e nel tessuto sottocutaneo.

La vasculite può causare ischemia, necrosi infiammazione degli organi mentre la malattia di Kawasaki è una vasculite che colpisce le arterie coronariche, vasi sanguigni che trasportano il sangue al cuore; e si presenta sovente nei bambini tra il primo e l’ottavo anno di età.

 

La malattia di Kawasaki

può sviluppare aneurismi, alle arterie coronariche e causare l’infarto al miocardio, muscolo che costituisce le pareti del cuore e lo aziona come una pompa.

Le cause della malattia sono ancora sconosciute ma la sua manifestazione ci suggerisce che si tratti di un’infezione o di una risposta immunologica anomala,

ad un’infezione, nei soggetti geneticamente predisposti la kawasaki è una malattia autoimmunizzante anche se vi sono pazienti che hanno accusato recidive della malattia dopo alcuni anni.

 

Con una terapia medica specialistica

è possibile superare facilmente la malattia di Kawasaki ma senza intervenire clinicamente: il tasso di mortalità è del 1%

il decesso avviene entro le sei settimane dall’esordio perché la febbre alta, trascurata per un mese, potrebbe causare un arresto cardiaco che può verificarsi anche dopo 10 anni dall’esordio della patologia.

La malattia di Kawaski può presentarsi con febbre alta prolungata,  congiuntivite, infiammazioni della mucosa, esantema (eruzione cutanea di colore rosso simile al morbillo)  e linfoadenopatie o ingrossamento dei linfonodi.

 

Consultare un cardiologo pediatra

è di vitale importanza perché le alterazioni cardiache possono manifestarsi anche dopo molto tempo, sarà quindi opportuno: effettuare

un ecocardiogramma che riveli il ridotto voltaggio, l’ipertrofia ventricolare sinistra, eventuali aritmie cardiache, l’insufficienza valvolare e gli aneurismi coronarici.

In mancanza di disfunzione coronarica la malattia di kawasaki regredisce entro un anno di tempo purché non sia stato provato se restino occlusioni delle arterie coronariche dopo la guarigione del paziente.

 

I bambini

Devono essere curati con la collaborazione di uno specialista per malattie infettive pediatriche ed un cardiologo pediatra che inizino la terapia sui bambini colpiti da kawasaki entro i 10 giorni dalla comparsa dei primi sintomi per l’alto rischio di neurismi coronarici.

La maggior parte dei pazienti risponde positivamente già dopo 24 ore dall’inizio della terapia una minoranza ha una risposta più lenta ma comunque risolutiva anche per i pazienti con disfunzioni cardiache.

eruzione kawasaki su maniimmagine eruzione kawasaki su mani

Eruzione cutanea

Kawasaki si presenta un po’ ovunque, può sfogarsi: sulla schiena, sulla lingua, tra le cosce, alla regione inguinale, sulle mani e sui piedi

a volte come macchie rosse simili alla rosolia, al morbillo e alla psoriasi; oppure come screpolature della pelle con rigonfiamenti, queste eruzioni non vanno confuse con semplici funghi.

 

Le diverse patologie possono essere distinte

dall’aspetto dell’eruzione che nel caso del fungo ha bordi sollevati e squamosi, anche lo sfregamento delle cosce può causare leggere ferite che sono a rischio infezione.

Per la micosi inguinale basta il trattamento con polveri o creme antimicotiche tipo il Pevaril, in polvere per problemi causati dal sudore e in crema nel caso di secchezza della cute.

micosi inguinale
micosi inguinale fungo

Fonte delle informazioni medico scientifiche: msdmanuals.com versione per professionisti.

 

Prevenzione della vasculite

Per prevenire l’infiammazione delle arterie coronarie puoi agire sull’alimentazione cercando alimenti antiinfiammatori naturali che consistono negli elementi contenuti nelle piante che hanno la qualità di ridurre l’infiammazione.

Il frutto più efficace è l’ananas decongestionante per il sistema circolatorio e linfatico, mentre la pianta con qualità simili è l’aloe vera, della quale occorre mangiare la gelatina contenuta all’interno delle foglie.

Proprietà emollienti ed antinfiammatorie contenute anche nella camomilla, nella malva e nella spirea, ricordando l’importanza della vitamina C contenuta negli agrumi.

 

Alcuni alimenti da evitare

per prevenire la vasculite e qualsiasi infiammazione all’apparato digerente sono da evitare: le arachidi, la carne, il formaggio i latticini in genere e le uova; per l’alto contenuto di acido arachidonico, come in quasi tutti i prodotti da forno.

 

Alimenti antiinfiammatori

Gli alimenti che riducono le infiammazioni sono la frutta, la verdura fresca, il pesce azzurro, cereali integrali, sempre ricordandoci che l’organismo umano necessita molta acqua e non alcolici o bevande di altro genere.

Di Gooss Old Lion

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