La conoscenza del bene e del male

Durante l’evoluzione della specie umana l’uomo è divenuto consapevole di ciò che è bene e di ciò che è male ma questo scaturì un fenomeno importante

Ufologia & storia antica

La conoscenza del bene e del male 1° parte

 

 

I Fenomeni umani

 

Dalla lettura della Genesi contenuta nel vecchio testamento biblico sembra che l’errore più grave dell’umanità

sia stato decidere di distinguere il bene e il male.

Intenzione assai ardua perché sul pianeta Terra ciò che per alcuni è bene per altri non lo è e viceversa.

 

Durante la lettura della Genesi trovi versetti che appaiono ambigui; perché, come puoi notare: la conoscenza del bene e

del male: ha permesso all’uomo di evolvere intellettualmente.

Mentre per gli animali, che l’hanno rifiutata, non esiste alcuna evoluzione intellettuale tranne che in alcuni gesti ripetuti

perché contenuti nella memoria dell’animale.

 

Anche se è apparso, dagli esperimenti, che un’induzione forzata, in alcuni esemplari, di informazioni per l’apprendimento:

può generare un evoluzione di massa dell’intera specie.

Ma se le cose stanno così allora dovrei richiudere la bibbia e buttarla nella spazzatura perché sto tentando di conoscere.

 

Quindi, già dalla genesi, mi sembra che: incominciamo benissimo, questo è il primo ostacolo per continuare a studiare.

Conosco la versione cattolica che sostiene che sia solo per la disubbidienza che abbiamo commesso un grave errore.

 

 

 

 

Se chi ci ha creati non avesse voluto

 

farci disubbidienti non saremo così come siamo, quindi: come vedi tutta la leggenda non ha alcun senso.

Perché è stata proprio quella scelta che ci ha permesso di diventare civili altrimenti vivremmo ancora nel mondo animale invece che quello sociale.

 

Anche le tecnologie e la medicina non potevano essere inventate perché gli animali non vanno in farmacia, anche se

oggi ce li porta l’uomo per permettere all’industria di essere in attivo.

Neppure usano la macchina o gli serve il supermarket, non hanno bisogno del  telefonino e neppure del Pc.

 

 

 

Cosa ha concesso la conoscenza?

 

La conoscenza del bene e del male non basta osservarla dal punto di vista materiale o sentimentale occorre andare nella profondità del fenomeno.

Certamente: da esseri animali della Terra senza alcuna conoscenza che potesse giudicare gli eventi: vivevamo in un paradiso terrestre.

 

Lo stesso luogo in cui oggi vivono ancora gli animali anche se sono a casa tua, infatti mangiano, bevono,

dormono, senza fare alcun sforzo; e con la tecnologia degli umani non patiscono neppure il caldo o il freddo; chiamamelo inferno?

 

Non gli viene neppure in mente che tu gli abbia fatto bene oppure male se sentono l dolore reagiscono di conseguenza

se non sentono nulla dormono o passeggiano scodinzolando dalla contentezza, anche se non sanno cos’è, per quanto riguarda i cani.

 

Infatti una gallina non scodinzola ma canta dal dolore durante l’uscita dell’uovo, anche se purtroppo: anche lei non sa cos’è.

A meno che, l’uovo, sia fecondato: allora la gallina, istintivamente, sa che deve covarlo e difendere i nuovi nati, ma non certo per amore o sentimento.

 

 

 

Cerca di comprendere la differenza

 

tra riconoscere un fenomeno come per gli umani o non conoscerlo come un animale se non come un processo biologico naturale

di cui nessuno si domanda nulla.

 

Per questo sarebbe un paradiso terrestre se nessuno avesse la conoscenza perché tutto accadrebbe normalmente senza

che alcuno si ponesse il problema.

Che sia giusto o sbagliato, ciò che accade, ti obbliga a cambiare umore e di essere triste o arrabbiato contento o nervoso rilassato o teso.

 

Secondo le informazioni che hai ricevuto e memorizzato durante la tua vita di conoscenza, mentre ad un animale

che accada qualcosa di tragico, di giusto, di sbagliato o di fantastico: non cambia alcunché.

 

Può sembrarti che un cane ti voglia bene perché ti segue ovunque e ti scodinzola a bocca aperta perché ha fame; ma per lui:

è solo fame e tu sei solo il cibo o colui che glielo può procurare.

Se domani non fossi più presente: non si metterebbe a piangere, ma cercherebbe un altro servo oppure andrebbe a cercarsi il cibo da solo.

 

 

 

Effettivamente: questo è il paradiso

 

Un luogo dove non esiste alcun giudizio e tutto avviene naturalmente sotto gli occhi di tutti ma senza che nessuno si scandalizzi di alcunché.

Sembra assurdo e fantasioso, vero?

Purtroppo è proprio così se il cervello contiene informazioni al quale l’esemplare ha dato un nome che, interpretato,

può indicare un fenomeno benevolo e uno maligno:

automaticamente il cervello prova emozioni che ora può definire come dolore o benessere, giusto o sbagliato, bene o male.

Tutto ciò mi porta a pensare che sono stati gli esseri umani a decidere di nominare ogni cosa e ogni evento ed è forse

questo che gli ha permesso di uscire dal mondo animale.

Che per alcuni è stato un peccato, come per le vecchie generazioni che hanno visto partire i loro fogli per andare nelle città

durante la prima rivoluzione industriale per lavorare in fabbrica lasciando le campagne incolte e trascurate.

 

 

 

 

Nella profondità del fenomeno conoscenza

 

Scendiamo nelle profondità degli abissi per comprendere meglio il fenomeno

La specie umana, da quando ha iniziato a conoscere ma soprattutto a giudicare, cosa: era per lei bene o male:

è stata esclusa dal regno animale perché ora giudica mentre gli animali non lo fanno.

Infatti accade che tra gli animali l’uomo è diventato il vigliacco colui che si difende ad armi dispari quando si trova a

contatto con i pericoli della natura.

Per questo motivo potrebbe essere stato scacciato da quel regno con disprezzo e non potervi più tornare per la sua vigliaccheria

nei confronti degli animali che la abitano.

Quando un animale ha fame: mangia una preda e se è un uomo, a cui tocca questa sorte, egli può difendersi con

le armi mentre un altro animale non può farlo.

Come ho scritto nell’articolo, non vi sarebbe alcuna colpa: ne per l’animale e neppure per l’uomo; se avesse fame: di uccidere una bestia.

Ma purtroppo la conoscenza del bene e del male considera l’animale da abbattere perché violento e l’uomo da salvare perché è codardo.

 

 

 

 

Scendiamo ancora più in profondità

 

La conoscenza del bene e del male e la capacità di giudicarli ha innescato nel cervello, dell’uomo, un processo che potrei chiamare: virtuale.

Perché a livello cerebrale arrivano solo impulsi elettro chimici generati dai cinque sensi e dal giudizio del soggetto che elabora queste informazioni.

Ne consegue che il cervello è simile ad un computer che calcola continuamente gli impulsi ricevuti, li elabora,

li memorizza nella memoria a breve termine e li scarica, durante il sonno, in quella a lungo termine.

Questo mi confermerebbe che la conoscenza del bene e del male è stata la scintilla che innescato la conoscenza di tutte le altre combinazioni:

Giusto ed ingiusto, Libertà e prigionia, salute e malattia, medicina e veleno, caldo e freddo, anodo e catodo, positivo e

negativo, uno e zero, acceso e spento, e tutto ciò:

che queste informazioni hanno prodotto nel corso dell’evoluzione umana.

Combinazioni che posso considerare: le prime categorie e sotto categorie del cervello umano.

 

 

 

Dov’è finito l’essere umano?

 

L’essere umano ha deciso di evolvere intellettualmente nonostante questo: abbia causato notevoli danni alla sua psicologia.

Ma non solo: il suo organismo ha rifiutato l’evoluzione fisica degli animali quindi questo potrebbe estinguerlo se

la civiltà in cui vive mancasse di energia per salvarlo.

Anche se provasse  a tornare nel regno animale egli sarebbe, senza armi ed energia, solo una preda, non solo di altri animali, più grandi:

ma di tutti gli insetti e i serpenti che ormai non conosce più come i rimedi naturali che esistono nella foresta.

Non troverebbe più il cibo necessario perché ha dimenticato: cosa contiene la natura per la specie umana e quindi:

potrebbe avvelenarsi anche solo mangiando.

Diventando in questo modo un alieno sul pianeta mentre gli animali  continuano la loro evoluzione nel regno animale.

Coloro che sopravviveranno all’estinzione saranno quelle specie che sia saranno adattate a tutti i cambiamenti climatici.

Mentre l’uomo cambia la temperatura al termostato finché avrà energia per farlo.

 

 

 

 

Cosa noti da queste considerazioni?

 

Ho notato che la differenza tra la vita animale e quella della specie umana è distante più delle profondità di un abisso, ormai.

Ma neppure io cambierei la mia vita con quella di un animale purché comprenda di non essere più in paradiso.

 

Ho inserito questo articolo nella categoria fantascienza perché ho voluto interpretare umanamente alcuni versetti della Bibbia

che personalmente: non mi permetto di sostituire come invece fa chi ne è responsabile.

 

 

 

 

L’inizio della conoscenza del bene e e del male

 

Mi sono domandato più volte quale sia stato il primo fenomeno che abbia scaturito questa conoscenza e credo che risieda

nel primo omicidio volontario eseguito per gelosia.

Nel racconto biblico dell’omicidio di Abele per mano di Caino noto che la psicologia dell’omicida viene meno.

 

Egli non prova vergogna , fugge, non nasconde il cadavere e lo lascia alla stregua degli animali e degli agenti atmosferici.

Solo perché il padre Adamo lo stima più di Caino e quindi si sente disprezzato e oppresso da questo comportamento.

 

Credo che la reazione dei genitori di Caino e Abele sia stata molto violenta e da questo momento decisero che ciò che era accaduto fosse: male.

Anche per il senso materno o paterno di Adamo ed Eva che, comunque, anche gli animali hanno di istinto.

 

Il fenomeno che stravolse la psicologia di Adamo ed Eva fu osservare la morte che ancora non conoscevano perché

all’inizio della creazione, della specie umana:

non poteva essere morto nessuno umano. Non esistevano ancora gli umani essi erano i primi; anche se io non considero più i tempi biblici

perché la scienza ha dimostrato che sono trascorsi milioni di anni dalla nascita dell’uomo.

 

La morte di Caino diede inizio alla considerazione di morto o vivo e di violenza e bontà, che nel corso dell’evoluzione diventò: il mondo civile.

Infatti un bambino piccolo non sa cos’è la morte, ho ascoltato sovente le loro domande a riguardo per la loro curiosità.

Credo che gli umani, all’inizio dei tempi, si uccidessero tra loro anche solo per curiosità e si facessero male perché non

sapevano cos’era il sangue e questo li incuriosiva.

Forse è stato questa curiosità che ha stimolato la specie a cambiare atteggiamento e a riconoscere che danneggiando un

essere vivente ne puoi provocare la morte.

Da questa osservazione l’uomo comprese cos’era il bene e il male.

 

 

 

Cosa resta ambiguo?

 

Ora: tu vorresti tornare in superficie, ti capisco, ma hai voluto conoscere cos’è il bene e il male, quindi ora: sei stato cacciato dal regno animale.

Resta ambiguo: che per conoscere occorre apprezzare anche il male e considerarlo giusto perché solo osservandolo scrupolosamente:

ti insegna ad essere un umano civile ed intelligente; non sono un eretico credo nell’origine del tutto, quella singolarità che

ha innescato la creazione del cosmo.

Ma se rifletti comprenderai che il benessere ottenuto dall’umanità: lo ha tratto dalla conoscenza di ciò che nomina: male.

Oltre ad aver permesso alla specie umana di migliorare e semplificare la sua esistenza; anche se, negli ultimi secoli: l’umanità

ha messo la sua vita nelle mani dell’economia, che ha rovinato in parte il suo carattere e la sua psicologia.

Dal vivere in pace e fantasia non nasce altro che fantasia se vuoi osservare la realtà devi accettare anche il male, che per gli animali: non esiste.

Esempio: le superpotenze sono potute andare nello spazio grazie agli esperimenti che facevano nell’antica Germania,

in Russia, in Polonia, in Ucraina su persone innocenti.

Quindi non dare retta a chi fa il finto buonismo che per la maggiore: sono tutti criminali.

 

 

Leggi la seconda parte

La conoscenza: il passo successivo

 

 

Per una ricerca approfondita inerente alla specie umana

Guarda la videoconferenza di Alberto Piazza su youtube

Storia e geografia del gene umano

 


 

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