Come salvare il pianeta?

Meditando molti anni per trovare una vera soluzione al pianeta: dai miei studi è apparso che non basta diminuire l’inquinamento e convertire l’industria

 

 

Come salvare il pianeta?

 

Tramite la differenziata, la diminuzione di emissioni di gas nocivi, per l’atmosfera; e la nascita di industrie del green:

i potenti della terra stanno tentando di salvare il pianeta dal surriscaldamento globale e dall’inquinamento del aria e dell’acqua.

 

Con la collaborazione di tutti i cittadini del mondo possiamo arrivare a ottimi risultati sia per l’ambiente che per la qualità della vita umana.

 

 

 

 

Ma dopo aver rivisto alcune mie ricerche di astrofisica e avere consultato i libri dei popoli più antichi che conosciamo:

ho compreso che ciò che sta accadendo al pianeta Terra non è una sorpresa, ma nel passato: il globo terrestre ha mutuato il suo clima altre volte nel corso del tempo.

 

Oltre ad appurare che gli antichi esemplari della specie umana conoscevano soluzioni diverse da quelle che oggi consideriamo necessarie.

Necessarie perché l’uomo ha compreso di aver inquinato a dismisura il pianeta e cerca di correre ai ripari anche se

dietro le quinte di tutte le industrie vecchie e nuove vi è solo il sistema economico che gioca sempre il ruolo più importante per l’umanità del nuovo millennio.

 

Quali precauzioni prenderei? Dopo aver analizzato la situazione dell’attuale sistema di vita della specie umana e la realtà scientifica

che descrive la natura del pianeta Terra e dei pianeti che le stanno attorno?

 

 

 

 

Questo articolo

si trova nella categoria Ambigua Umanità siccome non può essere considerato scientifico perché si fonda

su mie teorie nate dall’unione della ricerca scientifica e spirituale oltre che da congetture che solo la scienza può analizzare e considerare.

 

Prima parte: scientifica

 

Lo spostamento della Luna che si allontana, dalla sua orbita terrestre, di 3,8 centimetri l’anno: viene sottovalutato.

Come l’interazione gravitazionale che può verificarsi con quella del pianeta Terra.

 

Infatti essa muove gli oceani tramite le fasi lunari con l’alta e la bassa mare, oltre ad aver notato che al passaggio di asteroidi vicino al pianeta:

avvengono terremoti, tsunami, il risvegliarsi di vulcani, il verificarsi di violenti temporali e il calo o all’aumento improvviso delle temperature.

 

Anche il globo terrestre modifica il suo campo magnetico ogni anno e questo fenomeno potrebbe anche essere collegato ai movimenti del suo satellite naturale.

Occorre anche fare riferimento all’ultima era glaciale terminata tra i 20 000 e i 30 000 anni fa quindi, l’era attuale:

potrebbe essere la fine del disgelo ed essere al culmine delle temperature.

 

Siccome l’effetto serra non permette ai raggi infrarossi, provenienti dal sole, di uscire dall’atmosfera dopo essere rimbalzati sul pianeta:

la temperatura del globo è destinata a salire per la forte presenza di raggi infrarossi sulla Terra che sciolgono i ghiacciai rimasti

collaborando all’innalzamento delle temperature.

 

Il buco d’ozono che, a fasi alterne, si allarga e si restringe: causa l’entrata di troppi raggi ultravioletti provenienti dal sole, nell’atmosfera.

Che anch’essi surriscalderanno il pianeta ulteriormente causando il prosciugamento di alcune zone del pianeta e le alluvioni in altri territori.

 

 

Come salvare

il pianeta?

 

Seconda parte: storica

 

Ma che ruolo ha l’uomo

in tutto questo meccanismo della Terra?

 

Studiando gli uomini del passato ho scoperto che facevano molta attenzione ai fenomeni naturali del pianeta e al movimento dei corpi spaziali.

Oltre ad osservare e memorizzare i fenomeni naturali che avvenivano nei loro territori di appartenenza: lo spostamento delle acque e il movimento della Luna.

 

I profeti come Abramo, Mosè, Gesù e Muhammad: erano, forse, anche i primi astro fisici e psicologi della storia dell’umanità.

Infatti bastava conoscere le alte e le basse maree per attraversare a piedi il Mar Rosso e trovare protezione dal nemico quando tornava l’alta marea.

(Ai tempi di Mosè: il Mar Rosso era meno profondo di oggi)

A molti parve una magia quella che fece Mosè col suo popolo ma erano solo le sue conoscenze dei fenomeni naturali

del mare e della Luna che gli permisero di metterlo in salvo.

 

 

 

 

 

Quindi presumo che più del pianeta: l’umanità dovrebbe pensare a mettere in salvo se stessa, anche perché alcuni fenomeni umani sono collegati al clima e alla crosta terrestre.

Se ciò che affermo può farti sorridere: ho vissuto alcune esperienze in cui ho dovuto ammettere questa verità.

Ciò a cui mi riferisco sono episodi trovati sui libri sacri nei quali alcuni comportamenti umani vengono ritenuti responsabili di cataclismi sul pianeta.

 

 

Come salvare

il pianeta?

 

 

Terza parte: Soggettiva

 

Ciò che avvenne ai tempi di Noè

 

con il diluvio che allagò le terre abitate distruggendo molte popolazioni era collegato all’idolatria del suo popolo.

Questo fenomeno avvenne anche nel periodo in cui visse Mosè  con molte disgrazie che si abbatterono sull’Egitto.

 

Anche in alcune scuole monoteiste avviene, oggi, un fenomeno analogo all’idolatria, cioè l’associazione di divinità

create dall’uomo all’unica entità che ha dato inizio all’esistenza.

I luoghi più colpiti da eventi catastrofici sono, infatti: quelli dove vi è una maggioranza di individui che praticano diversi riti tradizionali

in onore agli idoli inventati dall’uomo come chi adora satana: che è semplicemente un scusa per scaricare la propria responsabilità su un’entità inesistente e invisibile.

 

Quando inizialmente sappiamo che è la nostra curiosità che ci trascina nelle esperienze più ambigue e i nostri desideri.

Ma dopo che abbiamo compreso la nostra intenzione: fingiamo di non saper nulla e di essere stati tentati o manipolati da qualcuno per scaricare il senso di colpa.

 

 

 

Ma, a questo punto, mi domanderai:

basta buttare via le statuette per salvare il pianeta?

 

No, non è un problema di scultura, è un problema psicologico legato all’idolatria che suppone di ottenere ciò che desidera tramite 

idoli di pietra, di gesso, di legno e marmo creati dall’uomo che non hanno alcun potere se non quello che gli dai tu servendoli.

 

Questa intenzione ed azione idolatrica compromette la normale funzione del cervello che gestisce la volontà e la consapevolezza.

Ed è per questi motivi che, anche alcune scuole monoteiste: associano alla singolarità, che ha dato inizio all’esistenza, invenzioni nate dalla loro fantasia.

 

Questa situazione psicologica compromette l’equilibrio della vita sociale umana che invece di impostare il suo comportamento sulle sue capacità e sull’unicità dell’origine del tutto:

Imposta la sua esistenza sull’ostentazione di se stessa, sulla paura della povertà, della solitudine e della morte.

 

Paure che distraggono la mente umana e la rendono schiava di mere congetture, del denaro e della mentalità di delegare terzi per risolvere problemi personali.

Questa abitudine mentale inerente a servire idoli, che oggi, possono essere di vario genere: soldi, gioco,

divertimenti, sesso, fortuna, donne, uomini, auto, benessere eccetera;

oltre all’idolatria spirituale espressa in molte culture comprese quelle sataniche: genera un comportamento

ambiguo dei soggetti che sono totalmente immersi nella loro adorazione.

 

Il risultato non è difficile da comprendere perché basta guardare ciò che avviene nel mondo della cronaca internazionale.

Infatti la maggior parte dell’umanità è accecata dalle tre paure fondamentali dell’uomo, solitudine,

morte e povertà; e da tutto ciò che adora inutilmente

perché creato dall’uomo e dalla sua fantasia, poi associato alla verità della sua esistenza: lo rende

menefreghista di fronte al suo ambiente e a se stesso.

 

 

Come salvare

il pianeta?

 

Cosa voglio sostenere?

 

Non voglio sostenere che ci sia qualcosa da disprezzare, nell’esistenza; è l’atteggiamento con cui consideriamo ogni fenomeno ad essere importante per la nostra psicologia.

Per non trovarci rinchiusi in una passione che cancella noi stessi, per la paura di perderla considerandola indispensabile per la nostra vita.

 

Ne consegue che io salverei l’umanità prima di pensare al pianeta restituendole la sua libertà di lavorare con un costo della vita adeguato alle possibilità di tutti.

Lasciandole la possibilità di esprimersi nel suo ingegno come avveniva sino al secolo scorso invece che strumentalizzare le sue capacità.

 

Un problema che necessita tempo per essere risolto e quello attinente l’intelligenza umana, infatti: oggi solo il 2% della popolazione mondiale

possiede un quid intellettivo che supera la media

Mentre il 35 % ha un quid intellettivo che rientra nella media e il 63% della popolazione mondiale resta ancora con un quid intellettivi al disotto della media.

Questo fenomeno implica l’applicazione del sistema economico attuale, infatti: se le persone avessero tutte la stessa percentuale,

di quid intellettivo, anche il sistema economico sarebbe costretto a modificare i suoi parametri commerciali.

Problema che sarà risolto tramite l’evoluzione intellettuale, della specie umana, che impiegherà, forse,

qualche migliaio di anni per ottenere uno sviluppo intellettivo bilanciato tra la popolazione.

 

Per il pianeta Terra: credo che non vi sia alcun problema che lo intimorisca perché la Terra ha sempre subito cambiamenti da quando si è formata

sostengo, invece,  sia indispensabile che l’umanità tenga in considerazione il cambiamento climatico per allontanarsi dalle zone a rischio frane, allagamenti, tsunami e terremoti.

 

Per salvare la sua specie da gravi fenomeni: quando si alzeranno i livelli dei mari e le interazioni gravitazionali inizieranno a modificarsi maggiormente.

Per quanto riguarda il fenomeno lunare: non ho ancora trovato conferme sul suo distacco totale dall’orbita terrestre.

 

 

Mentre il suo allontanamento continua lentamente e provocherà un graduale spostamento delle acque terrestri dall’equatore verso i poli.

Ma non è la fine perché la specie umana è sempre riuscita ad adattarsi.

 

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How to save the planet