Porgi l’altra guancia: cosa nasconde

Un mistero nascosto nel vangelo di Luca al capitolo 6 versetti 28, 29, viene interpretato dalla Chiesa Cattolica come un gesto di amore e carità ma l’esperienza vi dimostrerà il contrario


Porgi l’altra guancia

 

Interpretazione di umanambiguità:

dei versetti del vangelo di Luca; solo per coloro che amano ragionare su questi concetti e vanno oltre ai pregiudizi.

Vangelo di Luca Cap. 6 Versetti:

28) Benedite coloro che vi maledicono

29) A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti toglie il mantello, non rifiutare la tunica

Leggendo questi versi evangelici l’impressione è quella di dover cadere nelle braccia del nemico o di colui che ci odia e ci deruba amandolo per la sofferenza che ci impone.

Ma applicando questo concetto: vi accorgerete che questo gesto è un’arma di difesa, che non sottovaluta il danno subito ma permette alla giustizia naturale, della vita, di svolgere il suo corso.

Spiazzando l’avversario psicologicamente e riconoscendo la prova, imposta dalla vita, per l’insegnamento alle sue regole e ai suoi misteri.

Mentre la vendetta: fa dell’individuo uno schiavo del danno subito e dei suoi rancori convincendolo di essere giudice e affogandolo nella sua insoddisfazione.

Per capire l’effetto del gesto di arresa o di perdono nei confronti del prepotente e del violento occorre pazienza e fede che si ottengono dall’accettazione dell’insegnamento di Gesù per mezzo d’Iddio.

Quindi per capire completamente il consiglio d’Iddio nel perdonare e nel porgere l’altra guancia: non basta leggere la Bibbia,

andare a Messa, confessarsi e fare la comunione ma occorre applicarlo nella vita e osservarne gli effetti.

 

Che Ti permetteranno di capire

cosa intendeva Gesù, dicendo:

(vers.32) Se amate coloro che vi amano: che merito ne avrete? Anche coloro che sbagliano fanno lo stesso.

Quel merito di cui parla Gesù: è quell’arma che difronte al nemico, non gli permette alcun seguito ma gli toglierà qualsiasi potere su di voi.

Da non confondere, come fanno gli ignoranti: non amando coloro che li amano e preferendo i prepotenti.

Perché molti Cristiani Cattolici e testimoni di Geova si comportano così:

amano senza freno coloro che se ne burlano e odiano i propri cari che li curano; esperienze vissute direttamente e contate.

Queste persone sono come coloro che sbagliano ma non se ne accorgono e poi accusano Iddio di averli abbandonati.

Non va mai dimenticato colui che appartiene alla tua famiglia. che deve essere considerato  prima di ogni altro individuo e soprattutto non puoi  decidere della vita degli altri perché così ne diventi  il diretto responsabile.

Iddio vuole che l’uomo sia consapevole e usi l’intelligenza che Gli ha donato,

l’equilibrio nei gesti e nella considerazione del prossimo è una legge naturale che permette la convivenza e la collaborazione della comunità umana.

L’esperienza mi insegna che: Amare un prepotente e dimenticare un fratello è peggio che vedere l’inferno.

Lasciando un’individuo libero di danneggiarci, esso andrà inevitabilmente incontro alla sua rovina e se invece ci vendicheremo: nella rovina ci finiamo noi.

Perché accecati dall’odio e dalla riscossione diretta del danno subito che permette a chi danneggia di espiare e a  chi è danneggiato di vendicarsi. Ma questo lo fanno anche coloro che sbagliano.

Per coloro che credono: osservino il comportamento d’Iddio con il creato.

Egli non si cura affatto del vostro comportamento ma vi lascia liberi di entrare nella via della perdizione in qualsiasi momento lo desideriate.

Perché solo con l’esperienza diretta possiamo capire la differenza tra il sapiente e l’ignorante.

Provare per credere.