Telefono elettrico: il Telettrofono

Il primo telefono elettrico nasce per merito di Antonio Meucci, inventore italiano che sviluppò il primo dispositivo di comunicazione vocale


Il primo telefono elettrico

Il Telettrofono

 

Il primo telefono elettrico

fu inventato da Antonio Santi Giuseppe Meucci (Firenze 13/4/1808 – New York 12/10/1889) riconosciuto nel 2002 dal congresso degli USA come l’inventore.

Mentre il primo a brevettare il telefono elettrico fu Alexander Graham Bell (3/3/1847 – 2/8/1922) Scienziato Inventore e Ingegnere Statunitense di origine sc0zzese.

 

Noto nella comunità scientifica:

come l’inventore del telefono elettrico, da lui brevettato nel 1876, che interpretò come un’intrusione nel suo lavoro ed escluse l’apparecchio dal suo studio.

Meucci anticipò Bell nell’invenzione ma  preferì solo un brevetto temporaneo che rinnovò sino al 1873 continuando a brevettare altre sue invenzioni, per lui più importanti.

Il contributo  alla comunicazione telefonica è stato dato anche da: Johann Philipp Reis , Innocenzo Manzetti, Thomas Edison ed Elisa Gray.

 

Funzionamento del Telettrofono

Il telefono elettrico di Meucci consiste nel trasformare la vibrazione sonora in impulso elettrico e trasmetterlo via cavo ad un ricevitore che trasforma l’impulso elettrico in vibrazione sonora.

Per ottenere questo strumento abbiamo bisogno di un dispositivo chiamato “microfono” costituito da:

un diaframma che messo in vibrazione dalle onde sonore modifica il flusso magnetico tra la membrana

e una calamita, con polo magnetico rivolto verso il diaframma;

ma distante alcuni millimetri da lui, sulla quale sono avvolte spire di rame che finiscono con due terminali di collegamento.

 

Per ascoltare il segnale elettromagnetico:

dobbiamo costruire un altoparlante costituito da un magnete e un avvolgimento di rame su una membrana di cartone;

 sollecitato dal flusso magnetico tra l’avvolgimento e il magnete che mettendo in vibrazione il cono permette l’ascolto sonoro.

Costruito il dispositivo abbiamo bisogno di inviare ai due microfoni un impulso elettrico, tramite una batteria collegata in serie tra i due terminali.

Quest’impulso varierà in relazione al flusso magnetico, modificato dalla membrana metallica in vibrazione.

Trasferendo l’ungo il cavo questa variazione elettrica ne consegue che all’altro terminale arrivi l’informazione sonora.


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