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La reazione dell’inconscio dopo la perdita di persone importanti

L’inconscio è la sorgente del nostro agire e sovente decide della tua vita, ecco la reazione del mio inconscio dopo la perdita dei genitori

Il vuoto che ti assorbe

La perdita di persone care può generare un vuoto che lentamente ci assorbe; e al quale ci adattiamo facilmente perché è l’ultima sensazione che abbiamo vissuto con la persona scomparsa; infatti quel vuoto che lascia, in noi, diventa un sentimento che ci tiene legati al ricordo di chi ci ha lasciato.

Dopo tre mesi dalla scomparsa di mio padre e dopo poco più di 4 anni dalla scomparsa di mia madre ho notato alcune reazioni inconsce alla perdita di due persone importanti per la mia esistenza.

 

La reazione dell’inconscio

Dopo la scomparsa di mia madre mi sono sentito attratto dalla cultura e contemporaneamente a continuare un rapporto materno mentale; infatti: trascorsi almeno quattro anni

quasi in totale solitudine e distanziamento sociale, parlando da solo sui social network, su umanambiguità e con le voci mentali che mi tenevano compagnia.

Dopo la scomparsa di mio padre mi spaventai perché mi divenni consapevole che ero improvvisamente solo difronte alla vita e a problemi che non immaginavo.

Iniziai istintivamente ad unirmi a mio fratello come mai lo ero stato, a causa di 6 anni di distanza, tra le nostre età, che ci separarono in gioventù per le differenti mentalità.

Tralasciai il desiderio di scrivere per dedicarmi ai lavori di manutenzione e di agricoltura, siccome sta per iniziare la primavera, ma questo distacco informatico sta generando un leggero senso di colpa perché ormai, anche scrivere, fa parte della mia vita.

 

Le voci mentali e l’inconscio

Anche dopo la scomparsa di mio padre ho avvertito voci mentali che tendevano a ricordarmelo ma non in maniera insistente come con la voce materna.

Voce che scomparve dopo un fenomeno inaspettato, nel quale: vidi un punto luminoso, guardando nel vuoto; e al quale mi rivolsi con fare arrogante dicendo: sparisci e torna tra i tuoi simili!

Quasi mi sentivo in colpa perché insieme al quel punto luminoso scomparve anche la voce mentale di mia madre ma credo sia notevolmente vantaggioso

evitare fenomeni troppo lontani dalla realtà perché mia madre è tornata allo stato di non essere e quindi nulla di lei può essere come per colui che mi generò.

Questa tendenza ad eliminare la considerazione di fenomeni, che qualcuno nominerebbe paranormali, nasce da un’impulso inconscio perché consciamente ho il desiderio che avvengano, ma appena si presentano: provo una forte repulsione che non posso comprendere.

Forse resi conscio l’inconscio per questi fenomeni e percezioni in un tempo o in eventi ormai rimossi, che traumatizzarono la mia parte conscia, ma questo resterà un mistero criptato da simboli che solo un bravo psichiatra può interpretare.

 

Come svanì il vortice del vuoto

Mentre per la scomparsa di mia madre il vuoto tendeva a persistere e durò circa 4 anni, dopo circa tre mesi dal decesso di mio padre sono riuscito ad elaborare un concetto che mi ha tratto dal vortice impetuoso del vuoto nella sfera dei sentimenti.

Ho guardato me stesso e mi sono reso conto che anch’io non sono più un ragazzo ma il tempo corre anche per me come per tutti sino al giorno stabilito.

Quindi non v’è da rattristarsi o lasciarsi assorbire dall’ultima sensazione provata con l’amico, il parente o il genitore che ci ha lasciato per tornare allo stato di non essere come è previsto per tutti noi.

La perdita di una persona cara deve avvisarci di questa inevitabile realtà non rammaricarci perché dopo di lei potrebbe arrivare il nostro turno quindi rimbocchiamoci le maniche e finiamo con discrezione il nostro lavoro in questa vita prima che il nostro istinto di non essere prevalga su quello di essere.

Di Gooss Old Lion

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