Pressione Sanguigna e Psicologia

L’aumento e la diminuzione della pressione sanguigna possono variare anche tramite l’immaginazione del soggetto sino a diventare un problema cronico

 

 

Pressione Sanguigna e Psicologia

 

Per iniziare è opportuno definire il tipo di pressione sanguigna a cui mi  riferisco nell’articolo; infatti essa può essere

generata da una condizione psicologia o fisica.

Causata da disfunzioni cardiache, dalla situazione in cui si trovano  le pareti delle vene e delle arterie, dalla loro

consistenza e dalla salute del sistema venoso.

 

Gli strumenti a disposizione per regolare la pressione sanguigna causata  da uno stress o un problema difficile da risolvere,

senza ricorrere al farmaco, sono costituiti principalmente:

dall’impiego dell’energia accumulata, dalla situazione  psicologica del soggetto e dalle sue abitudini alimentari.

 

 

 

 

Ma un fattore sovente sottovalutato

 

che determina i valori della pressione sanguigna: risiede nei pensieri e nell’immaginazione, che l’individuo ricorda ed elabora.

Infatti l’immaginazione può abbassare o aumentare la pressione sanguigna di ogni individuo tramite l’eccitazione.

 

Esempio se in un colloquio ti accorgi che stai  per raggiungere una circostanza di conflitto con l’interlocutore:

noterai un eccitazione che va a scaricare  l’energia, prodotta, sulla pressione del sangue, mentre se inizi a rivelare i particolari del problema, che sta generando il conflitto:

 

l’eccitazione svanisce e la pressione del sangue torna  a valori normali; quindi: con i tuoi pensieri hai gestito i valori della pressione 

scaricando l’energia accumulata tramite l’espressione  verbale o fisica; ma se questo fenomeno non avviene:

l’energia accumulata va a stimolare   nuovamente l’eccitazione che tenderà ad diventare cronica sottoponendo

il soggetto ad un’alta pressione continua del sangue.

 

 

 

 

Anche non affrontare un conflitto

 

ma esserne sempre alla continua  ricerca potrebbe essere un segno premonitore di un’eccitazione mentale

che cerca un conflitto per scaricare l’energia prodotta ma   non riesce per motivi legati alla sua situazione psicologica come

per il soggetto che soffre di pressione troppo bassa.

 

Entrambi non affrontano il problema che si presenta ma fuggono in direzioni opposte:

Il soggetto con la pressione alta tende a fuggire   il conflitto rifugiandosi in un’iperattività che scarichi l’energia sviluppata per risolvere il conflitto.

Mentre il soggetto con il disturbo  della pressione troppo bassa cerca rifugio nell’inconscio deviando anch’esso il conflitto da affrontare.

 

Pressione Sanguigna e Psicologia

 

 

Quindi possiamo osservare un’aggressività

 

repressa che spinge il soggetto con la pressione bassa: a chiudersi in se stesso,  mentre eccita quello con la pressione alta:

a sfogare l’aggressività in altre direzioni ma sempre  senza risolvere il problema o il conflitto.

 

 

 

Uno strumento importantissimo

 

utile per gestire la pressione sanguigna sono: l’Autocontrollo e l’osservazione attenta di se stessi e delle proprie intenzioni.

Infatti, mentre l”impulso dell’aggressività aumenta la pressione sanguigna; l’autocontrollo: stimola la concentrazione dei vasi sanguigni.

Il Sangue è la vita e ogni goccia contiene l’uomo.

 

Informazioni di carattere psicologico che non sostituiscono il parere del tuo psicologo.