Isolamento e solitudine

Perché mi isolo dalla società?

Un problema, che mi è stato osservato o più volte, è attinente alla tendenza a star solo, sin da bambino mi appartavo in un angolo, anche all’asilo infantile


Perché mi isolo

dalla società?

 

Anche i primi giorni di asilo infantile venivo criticato e osservato come uno strano perché preferivo giocare da solo.

Sovente mi appartavo in un angolo dell’edificio che ospitava i bambini per fare ciò che non ricordo più ed è per questo motivo che voglio scrivere questo articolo:

per riuscire a ricordare quei momenti e per quale motivo volessi isolarmi dagli altri, cercherò di paragonare l’esperienza infantile a quella attuale.

Sperando di trovare la soluzione a questo problema legato alla socialità con i miei simili e qualcuno che alla lettura di queste informazioni possa comprendere me ed anche se stesso.

 

Attualmente scrivo sui miei blog e trascorro parte della giornata e della notte a trasmettere informazioni che considero importanti per i giovani e per gli adulti.

Quindi il motivo principale della mia asocialità dipende dalla voglia pubblicare e dal desiderio di potermi creare un lavoro professionale.

Con il quale mantenermi sino alla fine del mio tempo su questo, splendido, pianeta e nel fantastico sistema, economico, in cui vivo.

 

Per questi motivi mi sono dedicato all’informatica e sto costruendo Umana Ambiguità e Gogooss: due blog che trasmettono al pubblico informazioni attinenti a consigli,

psicologia personale, spiritualità, salute, natura, scienza e fantasia oltre ai miei problemi esistenziali; cioè:

tutte informazioni con le quali ogni individuo può confrontarsi e trovare appagamento informatico e psicologico.

Ne consegue che per questo desiderio di creare un posto di lavoro per me e per altri, se riuscirò nell’impresa, non posso perdere tempo e sono costretto ad isolarmi dalla società.


 

 

 


Perché mi isolo

dalla società?

 

Torniamo indietro di qualche anno:

Ricordo che tutti i lavori che svolsi in questi ultimi trent’anni non mi hanno mai permesso molta libertà.

Le ore del dopolavoro erano dedicate allo studio di materie scientifiche e alla cultura musicale; e se trovavo tempo libero oltre questi impegni:

lo usavo per amare una donna oppure per andare a pescare, difficilmente frequentavo compagnie o gruppi perché nessuno desiderava ciò che volevo io.

 

Neppure io desideravo ciò che cercavano i gruppi o le compagnie, che conoscevo, anzi detestavo vedere buttare via il tempo al bar o nelle sale giochi.

Quindi mi domandavo per quale motivo dovevo assomigliare ed accondiscendere a ciò che per me è detestabile, per questo motivo tendevo ad isolarmi.

Anche la furbizia di alcuni era, per me, causa di allontanamento; perché sono stato educato all’onestà e non disturbare il prossimo in alcunché.

 

 

 

Saltiamo ulteriormente

indietro nel tempo

 

Ricordo che già all’età di sette anni ero colpito dalla spiritualità umana e dai racconti di alcuni libri antichi.

Amavo costruire rudimentali strumenti musicali con qualsiasi materiale trovassi a disposizione, costruivo archi e frecce per fare l’indiano.

A tredici anni iniziai a costruire dispositivi elettronici in scatola di montaggio e a 14 mi appassionai al mondo radio amatoriale.

 

Mentre a cinque anni trasportavo il fieno nella stalla di una fattoria di Santo Stefano D’Aveto proprietà di Colomba e Antonio, con il mio piccolo trattore giocattolo.

Oltre a pascolare le mucche insieme a Marino e fare lunghe passeggiate nei boschi insieme nonna Bruna sulle spalle di nonno Giuseppe.

 

Come puoi notare la sedentarietà o l’uso del tempo per inutili motivi è per me letteralmente detestabile e credo che per lo stesso fenomeno mi sia isolato anche all’asilo.

Oltre a non sopportare il comportamento maleducato di alcuni bambini e alle prese in giro perché il mio nome è Mariagostino ed ero un bambino sovrappeso.

Da non sottovalutare la paranoia dei mie genitori e di mai nonna che per paura di perdermi o di restare soli: erano capaci ad inventarsi qualsiasi scusa per tenermi con loro.



Perché mi isolo

dalla società?

 

Conclusione:

Sostengo che la mia asocialità dipenda dal mio carattere permaloso, egocentrico, geloso e dedito al lavoro continuo,

oltre all’amore che provo per le donne e al desiderio di conoscere informazioni che pochi amano trovare.

 

Quelle che hai letto sono informazioni personali di carattere psicologico che non sostituiscono il parere del tuo psicologo