Perché l’eterosessuale odia i gay?

Per un motivo molto semplice ma forse difficile da comprendere se non vivi il fenomeno gay o eterosessuale in prima persona


Eterosessuali

&

Gay

 

Perché l’eterosessuale odia i gay?

Osservazione soggettiva del fenomeno che genera antipatie tra alcuni eterosessuali e i gay.

Per comprendere totalmente perché avviene questo fenomeno dovresti vivere i due comportamenti in prima persona.

Tutto ciò che ho imparato dalle mie osservazioni è legato alla mia esperienza familiare e all’analisi di altre relazioni di coppia eterosessuali.

I problemi che nascono durante una lunga relazione di coppia eterosessuale sono per un uomo totalmente stressanti perché implicano anche l’astinenza sessuale per diversi periodi.

Astinenza che costa problemi anche psicologici dovuti alle incertezze che vengono generate dal cervello tramite l’inesperienza e quindi l’immaturità.

Oltre ad avere altri stress durante la giornata quando raggiunge la sua famiglia deve accettare altri fenomeni che mettono alla prova l’individuo eterosessuale invece che rilassarlo.

Il problema dell’astinenza da rapporti sessuali non può essere rimediata tramite un rapporto sessuale perché vincolato dal sentimento o dal matrimonio, che implica il giuramento di fedeltà.

Anche se l’uomo eterosessuale trovasse un’amico con cui sfogare sessualmente il desiderio sessuale represso: non potrebbe farlo perché le sue caratteristiche sessuali  e psicologiche non glielo consentono.

 

Ne consegue

che il soggetto eterosessuale si trova in una prova di pazienza che aumenta il suo stress sino non considerarsi più un uomo.

L’unico sistema per sfogare il desiderio sessuale represso resta l’autoerotismo, che gli permettere di adempiere ai suoi giuramenti matrimoniali o ai suoi legami sentimentali.

Ma la masturbazione non basta per sfogare totalmente il desiderio sessuale represso, perché manca il partner.

Tutto questo stress accumulato e l’incapacità di comprendere il fenomeno gay genera in lui un’interpretazione soggettiva del fenomeno.

Interpretazione che tende all’odio perché il soggetto eterosessuale non riesce a comprendere per quale motivo: lui sia chiamato alla prova della pazienza mentre i gay non hanno, all’apparenza, questo problema.

Chiaramente l’eterosessuale non conosce il mondo dei gay e quindi non può comprendere neppure i problemi che nascono vivendo in quella dimensione.

Non provando le stesse circostanze e non conoscendo il mondo gay tende a disprezzare il fenomeno considerandolo solo un fuga dalla realtà.

 

Perché

lui non può fuggire dalla sua realtà sia per la sua mentalità, il suo carattere e la sua psicologia.

Questa situazione lo opprime ulteriormente sino ad agitarlo e innervosirlo.

Come il gay non potrà comprendere per quale motivo l’eterosessuale non è gay; ed esprima critiche infondate sul questo fenomeno sessuale.

Le critiche che ho ascoltato ed espresso, nella mia vita, non erano pronunciare da individui gay ma solo eterosessuali, ma io non frequento i gay e non so cosa pensino degli eterosessuali.

Tutte le altre critiche che può esprimere un eterosessuale nei confronti di un gay nascono esclusivamente dalla sua ignoranza;

perché non può conoscere il fenomeno non vivendolo e la moralità religiosa non ha alcun potere sul carattere degli esseri umani.

Queste informazioni sono soggettive e nate dalla mia osservazione, non vogliono generalizzare e non sostituiscono il parere del tuo psicologo.


Morale:

Se critichi i gay significa che non prendi di fica; se critichi gli eterosessuali forse non lo prendi nel ….

Per quanto riguarda le lesbiche: non saprei pronunciarmi; è già difficile comprendere il proprio sesso, puoi immaginare la difficoltà per capire quello opposto.