Perché il primogenito è antipatico al padre?

Perché sostanzialmente siamo uguali e questo genera antipatie, ma culturalmente diversi; perché vissuti in epoche differenti e quindi: oltre che all’antipatia: nasce anche il distacco. Ψ


Informazioni soggettive e personali che non possono generalizzare il problema

Dedicato a mio padre

“Giorgio Giulio Costa”

Perché

il primogenito è antipatico?

Inizio questo articolo con un rammarico terribile nel cuore: per non aver potuto vivere un semplice rapporto padre e figlio;

a causa della mia cultura, dell’educazione ricevuta e dell’antipatia che esprimo al mio genitore per essere troppo simile a lui.

Anche se mi ritiene completamente diverso: per la mia educazione e la mentalità, acquisite da altri individui e in altri ambienti, i pregi e i difetti che ho potuto osservare sono simili ai suoi.

Con inevitabile azione e reazione a catena: quando uno dei soggetti inizia ad esprimerli in modo nevrotico o semplicemente sarcastico.

Ma difficile da interpretare velocemente perché ogni individuo viene colto a sorpresa da questi fenomeni che possono trasformarsi, anche, in veri litigi.

La convinzione che entrambi siano ostili e antipatici diventa un serio problema sia per la convivenza che per il rapporto familiare.

 

Perché

il primogenito è antipatico?

Una convinzione

che, negli anziani, si trasforma in un serio problema; perché aumentando i problemi alla salute anche l’elaborazione delle informazioni subisce danni, trasformandolo in un problema psicologico per entrambi.

Che ho potuto risolvere solo tramite lunghi studi che sono durati almeno trent’anni della mia esistenza perché non riuscivo a comprendere il problema.


Ma purtroppo:

il problema sono riuscito a comprenderlo solo io, mentre per un cambiamento: necessita collaborazione.

Collaborazione: introvabile, superata una certa età, perché il cervello ha altri problemi a cui pensare; e ciò che si è confermato nel tempo: non verrà sostituito con le nuove informazioni.

Nella speranza che questo articolo sia utile a qualche figlio primogenito o a qualche genitore,;non mi sento un giustiziere cerco solo appagamento, per risolvere un problema: che ti lascia il vuoto dentro.

Non potendo rivedere mio padre nei suoi ultimi tempi: voglio esprimere il mio rispetto e il mio amore per colui che mi ha generato ed allevato, dedicandogli questo articolo.

Articolo che non vuole generalizzare; io sono in ottimo rapporto con entrambi i figli e penso che molti abbiano compreso il problema.


Ψ


 

In che senso siamo uguali?

Abbiamo entrambi la stessa impulsività, le stesse capacità professionali, la stessa volontà di applicazione e costanza ad una professione;

ma queste qualità sono dirette con la stessa potenza in direzioni opposte per la mentalità, l’educazione e le circostanze degli individui, che sono diverse.

Esempio:

Il padre è un lavoratore che pensa solo ed esclusivamente alla sua professione mentre il figlio impone la stessa concentrazione e volontà ad uno studio o professione che non interessa al genitore che per questo: la giudica una perdita di tempo.

ma sommariamente

abbiamo usato entrambi la stessa volontà e la stessa concentrazione mentre l’illusione creatasi nel cervello vorrebbe farti credere: che siete nemici e vi odiate.

Ipotizzo che il problema, sopracitato, sia attinente, anche, al fenomeno antipatico tra madre e primogenita; ma non posso esprimere di più perché sono un maschio.

Informazioni di carattere psicologico che non sostituiscono il parere del tuo psicologo di fiducia.


Gooss old Lion

Information & Entertainment