Perché accettare il giudizio degli altri?

Ti sarai sentito criticare e giudicare e questo ti ha offeso e ti ha ferito, perché dovresti accettare il giudizio degli altri? Perché se ti hanno giudicato, forse, hanno visto qualcosa che tu non puoi vedere di te stesso

Il giudizio degli altri

 

Perché accettare il giudizio degli altri?

Il giudizio di chi ti chi ti osserva è sempre causa di un ferita che ti spinge a litigare o non frequentare alcune persone per autodifesa da chi consideri un avversario nelle qualità che vuoi esprimere.

Il giudizio di un’estraneo è il titolo che ti viene attribuito, per classificarti in una categoria, che ti viene dato da una persona

generato dalla sua educazione morale, dal suo punto di vista,  sovente legato a circostanze emotive e influenzato dalla mentalità sociale.

Quindi: devi valutare la posizione di chi ti giudica, prima di trovare soluzioni affrettate dovute all’impulsività e alla permalosità; accese dall’offesa ricevuta da un giudizio negativo.

In oltre posso confermarti che il giudizio critico ti consente di capire chi ti sta giudicando.

Solitamente, quando giudichiamo impulsivamente gli altri, stiamo parlando di noi stessi perché l’impulsività non ti distrae dall’osservazione di te stesso e ti costringe ad esprimere chi sei.

Teoricamente l’articolo sarebbe concluso, ma praticamente: no!

 

Perché è importante accettare il giudizio degli altri, anche se negativo e doloroso? Perché quella critica è un’informazione, non è nata per caso e non a caso è stata rivolta a te.

 

Esempio:

Quando avevo 16 anni imparai a suonare la chitarra e a cantare, dopo qualche mese mi sentivo un musicista professionista.

Puoi immaginare, dopo pochi mesi, che cosa può fare un ragazzo con una chitarra senza istruzione musicale.

Questa suggestione del musicista finito, come in tutte le arti e i mestieri, nasce perché non ti osservi e non ti ascolti, confrontandoti con chi è un vero professionista.

Se non interviene un’estraneo, che può giudicare cosa stai facendo, rischi di perderti tutta la vita nella convinzione di essere quello che non sei.

Perché ne son ti osservi e non ti ascolti non puoi migliorare.

Grazie all’intervento di alcuni amici, che mi insultarono per la mia musicalità, iniziai a prendere lezioni e mi accorsi della differenza.

 

Esempio n°2:

Desideravo costruire un sito ma non conoscevo, bene, neppure il computer;

compro il dominio e inizio a pubblicare, senza visitare altri siti e senza prendere lezioni di informatica, non sapevo neppure cos’era un tag o come usare le categorie.

Dopo qualche mese credo di aver capito il funzionamento e inizio a pubblicare; ma un giorno, mio figlio mi riprende, manca poco che mi offendo, allora mi fa confrontare il mio sito con altri.

A quel punto mi metto a ridere e capisco la differenza e sotto i suoi consigli riesco a comprendere il funzionamento.

Sono della vecchia generazione e mi resta difficile considerare che Google non pensa perché è un motore di ricerca.

Anche la mentalità devo trasformare, da restauratore e agricoltore a informatico, non ti spiego il lavoro ma puoi immaginare.

Accettando le critiche e i concetti professionali di mio figlio e seguendo i consigli di WordPress: sono entrato in una nuova dimensione, l’informatica; e ciò risulta utilissimo anche per la mia vita quotidiana e sociale.

Ti ho dato due esempi personali ma puoi applicare questo concetto a tutti i giudizi che ricevi, un consiglio soggettivo: è meglio credere, di più, ai giudizi che ti offendo che a quelli che ti esaltano.

Capisci perché è importante accettare il giudizio degli altri?

Perché ti permette di migliorare e di andare avanti.