Quando iniziò l’Impero di Enki parte 2° Intro

La profezia sull’impero di Enki, il Re della conoscenza, sembra una leggenda e nessuno considera il capo tribù e le sue predizioni; dimenticandosi, completamente, dell’asteroide caduto dal cielo

L’impero di Enki 

Introduzione

 

L’impero di Enki parte 2°

Nessuno voleva credere alle parole del vecchio, chi lo derideva e chi lo insultava, “storie antiche!” gridavano, è solo un meteorite più grande degli altri, tutto qui.

Qualcuno ti guardava male e altri sorridevano, come se tu e il vecchio foste diventati pazzi,

ma tu non controbatti alle frasi degli indigeni, ti metti in cammino per cercare l’oggetto caduto dal cielo.

Il capo della tribù ti fornisce, in segreto, l’occorrente per la tua sopravvivenza e ti arma di lancia ed arco, ti consiglia un sentiero che ti  permetterà di raggiungere il meteorite in minor tempo.

All’alba, del giorno seguente, t’incammini senza far rumore e senza insospettire nessuno, a parte il vecchio che dalla sua tenda:

fa sporgere il suo volto e con un gesto, del viso e della mano destra, ti augura buon viaggio.

Salgono le prime luci dell’alba e Il silenzio invade il campo, solo le oche selvatiche e qualche piovanello (Calidri Canutus) iniziano il loro coro musicale.

Inizi a camminare sul sentiero, che ti svelerà cosa è caduto dal cielo, occorre circa mezza giornata di marcia per raggiungere il luogo dell’impatto.

Attraversi boscaglie e radure, incontri altre tribù ma non ti soffermi, anzi, cerchi di passare inosservato perché non hai molto tempo; e potresti anche finire nelle mani di qualche tribù di gusti cannibali.

Il sole si trova ormai sopra la tua testa, hai camminato molto, in mezzo al fresco e ai suoni della foresta e sotto il caldo torrido e alla musica del vento, nella distesa verdeggiante, delle radure.

Capisci che manca poco, la meta ti attende dietro una collina, percepisci un leggero odore di zolfo e di terra bruciata, ma era un falò di chi è passato, prima di te, in quella zona.

Fai un bagno rinfrescante nei pressi di una piccola cascata d’acqua e ti tuffi nel lago per toglierti la stanchezza di dosso.

Non ti fermi a lungo, giusto il tempo di asciugarti e mangiare qualcosa, trovi dei datteri e ne fai scorta perché un alimento molto ricostituente e risolutivo per la stanchezza.

 

Ti rimetti in cammino:

e sulla collina incontri indigeni di una tribù che, spaventati, stanno fuggendo dalla loro terra.

Cerchi di capire cosa li intimorisce e ti spiegano che è arrivato qualcuno mai visto prima, con una grande luce nella sua mano e nei suoi occhi.

Con quella luce uccide tutti coloro che non si inchinano a lui, ti spiegano che non sono molti, solo pochi esseri che possiedono la luce che uccide.

La loro tribù è stata sterminata, tranne coloro che sono fuggiti, per primi, all’arrivo di questi esseri dall’origine ignota.

Chiedi: se hanno visto il meteorite, ma ti avvisano che l’oggetto caduto dal cielo è sparito prima di toccare la terra e dopo qualche secondo si è tuffato in mare (nel golfo di Oman)

Il boato non dipendeva dall’impatto con il suolo ma dalla velocità supersonica con la quale ha solcato il cielo.

Ti avvisano di tornare indietro perché quella gente è molto pericolosa, ma tu non li ascolti e continui la tua ricerca.

Arrivi in cima alla collina ed effettivamente, sembra, che non sia mai accaduto nulla, scendi a valle ma non vedi nessuno anche gli animali sono spariti e il silenzio ha invaso la vallata.

Finalmente trovi un uomo, è molto alto e parla in un modo incomprensibile, provi a chiedere se ha notato qualcosa ma lui neppure si volta.

Lo richiami ad alta voce ma questo, improvvisamente, ti guarda; dai suoi occhi esce una luce che ti acceca e tu  cadi a terra tramortito.

Verrai trasportato sulla nave madre di nome Nibiru, ma riprenderai coscienza solo dopo alcuni giorni e renderai servizio al Re Enki il capo degli Anunnaki;

che dopo un viaggio, nello spazio, durato 1200 anni: ha trovato il primo pianeta che ospita la vita e, soprattutto, possiede le risorse per mantenere operante la nave spaziale Nibiru.

Enki ha bisogno di te e delle informazioni che possiedi, per conoscere il pianeta e capire la razza umana, dimenticherai chi eri e ti sentirai in dovere di eseguire i suoi ordini.

Nessuno si ricorderà dell’evento, anche gli indigeni sfuggiti non si ricorderanno nulla e nessuno ne parlerà più, per almeno 6000 anni.

Purché sulla Terra: accadano, nel tempo, eventi atroci che decimeranno l’umanità, schiava dell’Impero di Enki, gli umani non si accorgeranno mai di cosa sta accadendo in realtà.

Ma, nel XIX secolo d.C, qualcuno si renderà conto che qualcosa non corrisponde alle caratteristiche fondamentali dell’umanità; e inizierà a porsi domande sull’esistenza e sul destino dell’essere umano.

 

Fine 2° parte dell’introduzione alla leggenda: l’Impero di Enki

 

Suoni: 

Rumori della foresta, elefanti, uccelli, suoni di tamburi, musiche tribali, rumore del fuoco, l’acqua che scorre nei fiumi e che cade dalla cascata, il soffio del vento, linguaggi etnici, gente che parla in lontananza, boato nel cielo, tremore della terra, suoni improvvisi e drammatici nella foresta, musica che esprime inquietudine nelle scene di panico; rumori di vita reale sempre presenti in sottofondo.

 

 

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