L’Etiopia dalla preistoria ad Haile Selassie

Cos’è l’Etiopia? Cosa significa Etiopia?  Ritrovamenti archeologici confermano la presenza dei nostri antenati nella terra abissina circa quattro milioni di anni fa


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Etiopia:

 in amarico significa ascolta, mentre in greco diventa Aithiopia e prende il significato di faccia bruciata o persona dalla pelle scura

L’Etiopia viene chiamata Abissinia a causa di una tra le prime popolazioni, afro semitiche, che aveva nome Habesha in italiano abissini.

In Etiopia, nel 1994, vennero ritrovati i reperti di una scheletro ominide Ardipithecus di quattro milioni di anni fa, il più antico reperto sinora trovato del progenitore dell’uomo.

L’Etiopia è ritenuta una tra le prime regioni di questo pianeta nella quale si è sviluppato l’Homo sapiens e i suoi antenati.


Dall’Etiopia gli esseri umani avrebbero iniziato la loro espansione diffondendosi prima in medio oriente e poi nelle successive regioni.

Nel VII secolo a.C. (circa) L’Abissinia era influenzata dai Sabei: popolo benestante la cui Regina Machedà di Saba fece visita a Salomone per mettere alla prova la sua saggezza.


Dinastia di Machedà e Salomone

Dopo questo incontro concepirono un figlio a cui diedero nome Menelik I° dal quale discende:

Menelik II e Haile Selassie I°

Dei Saba si racconta nel Kebra Negast o Gloria dei Re;

questo libro è una raccolta di storie ebree, egizie, cristiane e copte.

Il popolo dei sabei è citato anche nella Bibbia nel libro dei Re in 10,1 – 13

nei due libri delle cronache 9,1 – 12 e Gesù narra della Regina di Saba in Mt. 12,42 e in Lu. 11,31

Nel Corano si racconta della della Regina di Saba e di Re Salomone nella Sura  34 ” Saba” 


 

Dal 1888 al 1892 l’etiopia

subì una carestia, dopo la salita al potere di Menelik II Imperatore d’Etiopia dal 1889 al 1913 il paese iniziò una vera ripresa.

Menelik II°: costruì strade, rese possibile l’istruzione, si impegnò a distribuire l’elettricità in tutto il paese, generò un sistema di tassazione, costruì ospedali e scuole e fondò  la città di “Addis Abeba” che divenne la capitale del paese nel 1889.

Dopo la morte di Menelik II° era destinato ad essere incoronato Imperatore il nipote Kifle Yaqob  Lji Iyasu V°, che non venne incoronato perché di religione Musulmana. 


 

Dopo appena tre anni

fu sostituito dalla figlia di Menelik II° Zauditù affiancata da Ras Tafari Makonnen in qualità di reggente e vicario  imperiale e nel 1930

incoronato Imperatore con il nome di Haile Selassie che significa Potenza della Trinità.

Mentre Iyasu venne scomunicato  dalla chiesa ortodossa etiope e imprigionato in una fortezza, sotto stretta sorveglianza, per le sue simpatie verso l’Islam.

Nel 1935 Iyasu muore, in luogo e circostanze misteriose.

Tafari Makonnen: modernizzò radicalmente il paese facendolo entrare nella Società delle nazioni.


Invasione dell’Etiopia


 

Nel 1935 il Regno d’Italia attacca l’eritrea:

comandante dell’esercito italiano fu nominato Pietro Badoglio che per sconfiggere gli etiopi dovette usare le armi chimiche.

Haile Selassie partì in esilio volontario il 2 maggio del 1935,

nei tre giorni successivi Badoglio conquistò Addis Abeba mentre l’otto maggio il Generale Rodolfo Graziani prese la regione di Harar.

Mussolini annunciò la nascita dell’impero di cui fece imperatore il Re Vittorio Emanuele III.

Nonostante il nuovo regime i seguaci di Haile Selassie non si arresero e continuarono la lotta per la loro libertà.


 

Solo dopo la sostituzione

del generale Graziani con il il Principe Amedeo duca d’Aosta i rapporti con i ribelli al regime tornarono in equilibrio permettendo, agli italiani, una tregua.

Il 23 giugno del 1940 Haile Selassie rientra in Etiopia per incontrare i patrioti Etiopi e grazie alle forze militari Britanniche, Tafari Makonnen, riconquista Addis Abeba il 5 maggio del 1941.

Il consiglio di sicurezza delle nazioni unite dichiara l’Eritrea una nazione

autonoma federata dall’Etiopia ma nel 1962 fu annessa all’Etiopia da una decisione unilaterale di Haile Selassie.

Questo generò un conflitto che durò circa trent’anni per l’indipendenza.

Nel 1942 l’Imperatore d’Etiopia emise un proclama per l’abolizione della schiavitù e nel 1963 partecipò alla fondazione: “Organizzazione dell’Unità Africana”


L’imperatore continuò il suo lavoro di modernizzazione del paese con la costruzione di nuovi edifici e miglioramento della viabilità,

ma senza riuscire a modificare l’organizzazione di stampo feudale che governava il paese.


La Carestia e la fine dell’Impero

Nel 1973 a causa della crisi energetica l’Etiopia fu colpita della carestia che fece circa 100.000 morti questo avvenimento esaurì il popolo che iniziò a manifestare contro il governo.

Nel 1974 scoppia la guerra civile di stampo marxista leninista che depose Tafari Makonnen

il 12 marzo del 1975 l’Etiopia venne trasformata in uno stato comunista e Haile Selassie fu imprigionato nella casa di Menelik II° e presumibilmente soffocato.

La lotta radicale comunista guidata da Menghistu Haile Mariam e sostenuta dalla Russia generò il terrore rosso nel quale persero la vita circa 500.000 persone.

Sterminate tramite la deportazione e la fame usata come tecnica principale.

Dal 1983 al 1985 l’Etiopia cadde in una nuova carestia che uccise 400.000 persone.

Ma con la fine del Regime comunista nell’Europa Orientale cessarono anche i finanziamenti e gli appoggi al Negus Rosso d’Abissinia e la politica di Menghistu crollò totalmente

Nel 2011 ebbe il grave problema della siccità e nel 2016 – 2017 una nuova carestia, peggiorata dalla guerra con la Somalia.