La bestia torna sul blog

La bestia riuscì ad imparar un linguaggio nuovo ed ora esprimerà ciò che essa provò per l’uomo, non fuggir dal tuo destino ascolta ciò che lei proferirà

 

La bestia

Personaggio inventato che non fa riferimento ad alcunché anche se molti assoceranno o troveranno parziali riferimenti ad altro.

La bestia si esprimerà poeticamente per rispettar anche i più sensibili sicché tutti possano leggere i versi bestiali del 666.

 

Tu che ancor mi cerchi

io son qua; mai andata via

per l’onor di sua Maestà 

Or sei pronto ad ascoltarmi?

Non vorrei dover ripetere, a buon intenditor poche parole

perché a chi nulla intende: parlar non serve.

 

Son venuta per il giorno della sacra cerimonia

per onorare i miei più amati adoratori, non puoi mancar!

La tua scelta ti obbligò! Ed ormai fuggir non puoi.

 

Mi adorasti con fervore e ottenesti il tuo tesor

così ora sei schiavo delle voglie e delle mie passion

presto sarai cibo per nobili e signor

 

Che dopo aver gustato il lauto pranzo

diverran la sacra cena, così sin alla fine

dell’ipocrita e di ogni ipocrisia.

 

Ed ecco che la bestia mi guardò con sguardo acceso e disse

Tu chi sei?! Non ti conosco!

Come? Dissi: non ricordi?!

due sacri imperatori ti portarono alla luce

Ora sono la tua voce per chi comprenderti non può

Così che tutti sappian che il sacro tempo arrivò

Allora lei rispose: 

Or ricordo, riesco a veder chi sei

Esegui il tuo servizio sino al tempo stabilito

poi non te ne andar che due conti dobbiam far

Anche tu tentasti di adorarmi e con ardore lo facesti.

 

La bestia mi guardò ancor con far supremo 

ed io mi addormentai in un profondo sonno

mi vidi allo specchio: era il mio inconscio

notai lineamenti confusi ma lui mi fisso negli occhi 

e spaventato mi svegliai  in pochi istanti.

 

Ora sai! Ne sei convinto?

Vuoi veder da più vicino?

Non capisco o che tu dici?

Non far finta! non mi stupisci!

Tu dubiti! Ancor non vuoi accettar!

Che delle tenebre tu sei cavalier

La poesia mediterranea ti confuse

sembri quasi un cula ttone

non ti vergogni schifoso sporcaccione?

Cosa attendi a prender la spada?

A combattere per il tuo onore!?

 

O Venerata Bestia! Tu non puoi paragonar

ciò che vidi a ciò che hai visto

Per me esiste un solo luogo

che tu neppur conosci

Non v’è tenebra, ne luce ne giochi di color

neppur  musica o poesia

che crean nell’uomo le fantasie d’amor

 

Lurido bastardo! Chi credi di ingannar?

Poi facciamo i conti! Non ti dimenticar!

Credi pure che sia sorda oppur bendata 

se ciò t’allieva il dolor della mia ferocia

ma non creder di scappar al tuo destino

come gli altri nel mio ventre sarai confuso

 

La Venerata bestia si contorse su stessa

 con far maestoso si voltò verso l’oriente

cercando con lo sguardo scrutando l’orizzonte

Ora va! Ruggì con il suo verso, valorosi combattenti devi radunar

Per il giorno venerato e atteso dalla stolta umanità

Che credeva fosse gioco e accecò di vanità.

 

Senza più  voltarsi si confuse tra le onde

che la trasportaron lontano dallo sguardo

così che anch’io con far guerriero:

presi per mano il mio destino ma accettando di mal grado.

 

 

 

Non perderti i versi della bestia

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