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Ambigua Umanità

Quando inizia la crisi economica italiana: il paradosso civile

La crisi economica nacque in un paradosso civile che tentando di eliminare si riprodusse come una cellula dell’organismo innescando un processo a catena

Il paradosso civile

Ad essere sinceri la crisi economica italiana è presente da almeno 50 anni cioè dal tempo in cui iniziai ad ascoltare i telegiornali che ricordavano incessantemente

il problema italiano del deficit, fenomeno che indica un’eccedenza di passivo attinente ai beni economici di imprese o enti statali e delle loro operazioni finanziarie eseguite in un tempo determinato.

Ma dal 1992 sorge un grave problema che, sino ad allora, era rimasto in secondo piano o perlomeno non destava molto scalpore perché consueta abitudine italiana all’ordine del giorno.

Ma purché nella vecchia repubblica vi fosse una crisi economica e nonostante le tasse, che già allora preoccupavano gli italiani, era impensabile che quella crisi si trasformasse nel grave peso fiscale che oggi opprime il paese.

Il problema principale, nel considerare questi fenomeni politici, consiste nel paradosso che nasce dal fenomeno ambiguo presente sul paese da tempi antichi ma che nessuno vuole accettare come un problema relativo alla cultura del popolo italiano.

 

Quando iniziò la crisi economica italiana

Era un gelido inverno, ricordo che ero concentrato nel restauro di un mobile antico, la radiolina accesa per ascoltare le notizie del giorno, il profumo della gommalacca che saturava l’aria.

Improvvisamente la notizia eclatante: il giudice Antonio Di Pietro si accorge che in Italia c’è un politico corrotto che riceve tangenti da un’impresa di pulizie.

Il politico è Mario Chiesa membro del partito socialista e viene arrestato per corruzione nello scandalo e nello stupore di tutti perché non s’era mai visto un crimine del genere in Italia.

La notizia fa subito il giro del mondo, che rabbrividisce difronte ad uno scandalo simile; improvvisamente i cittadini, del globo, provano smarrimento, anche il Papa si appella a Dio per l’onestà di tutti i cristiani.

Il leader del partito socialista Bettino Craxi prende subito le distanze da Mario chiesa che nomina: u mariuolo, la scheggia selvaggia, u cattivo, la pietra dello scandalo del partito.

Mario Chiesa non la pensa, proprio, come tutti gli spettatori e siccome nessuno avanza offerte: decide condividere i nomi di tutti i suoi colleghi, in affari, per senso di amicizia e forse anche per paura della solitudine.

L’ingegnere Mario Chiesa venne colto in flagranza di reato mentre riceveva una tangente dall’imprenditore Luca Magni che esasperato dai ricatti, di Chiesa, lo denunciò alle forze dell’ordine.

L’appalto ottenuto da Luca Magni era del valore di 140 milioni di lire (circa 70 mila euro) e Chiesa pretese il 10% che corrisponde ad una tangente del valore di 14 milioni di lire.

Magni si recò nell’ufficio di Chiesa con 7 milioni di lire (circa 3500 euro) ma equipaggiato di telecamera e radiomicrofono nascosti e collegati con le forze dell’ordine.

Che irruppero nell’ufficio di Chiesa per notificare l’arresto ma l’ingegnere spaventato afferra altri 37 milioni di lire (circa 18 mila euro) appartenenti ad un’altra tangente e tenta di buttarli nel water.

Oggi questo valore è una decima parte, a causa del costo della vita, di quello che avevano quelle cifre negli anni 90 del secondo millennio, quindi è difficile fare un paragone preciso.

Ciò che stupisce è il paradosso apparso al popolo italiano da questo evento generato dalla corruzione di alcuni politici della vecchia repubblica.

 

Il paradosso economico italiano

Dall’arresto di Mario Chiesa si apre un’indagine che rivela come le tangenti siano uno strumento per finanziare partiti e stati politici ma i maggiori beneficiari erano il partito socialista e la democrazia cristiana.

Antonio di Pietro tentò di mantenere il segreto perché l’Italia era in piena campagna elettorale ma la lega nord non si lasciò scappare l’occasione di usare queste informazioni per promuovere la sua onestà e conquistare elettori con lo slogan Roma ladrona.

Con questo metodo i partiti di sinistra, compresa la democrazia cristiana che rappresentava il centro, persero molti consensi e alle elezioni vinsero la Lega Nord, partito di destra per l’indipendenza della Padania; e La Rete, un partito di sinistra con caratteristiche antimafia.

Dopo  la campagna elettorale le indagini si allargarono a macchia d’olio e molte figure politiche e imprenditori di spicco vennero arrestati.

A maggio del 1992 le camere vennero riunite per eleggere un nuovo presidente della repubblica ma le votazioni si tenero in un clima di alta tensione in cui avvenne un evento assai curioso: l’uccisione del magistrato italiano Giovanni Falcone insieme a sua moglie.

Nell’indagine anche molte aziende si trovarono nel mirino della giustizia per finanziamento illecito ai partiti e corruzione, mentre alcuni politici di fama si trovarono accusati di avere legami con la mafia.

Certamente la corruzione è uno strumento antipatico per chi lo subisce ma è veramente stata eliminata dalla mentalità italiana? La democrazia cristiana:

governò l’Italia per circa 50 anni e a parte il deficit l’esistenza era vivibile per tutti anche i più poveri nonostante vi fosse l’influenza della chiesa cattolica.

Veramente abbiamo sconfitto la mafia? O forse le abbiamo dato il nulla osta per entrare in tutti gli apparati dello stato negli enti pubblici e privati?

Nessuno di noi comuni mortali potrà mai comprendere chi trami dietro le quinte della politica e dell’economia ma solo il presente ci conferma lo stato di salute del paese.

Ho potuto fare alcune esperienze professionali e civili che mi dimostrano come in Italia non sia mai cambiato alcunché tranne per coloro che veramente sono onesti e

devono sopportare l’iniquità di un sistema che ha sempre sfruttato la forza lavoro, i giovani, le donne e persino la morte per ottenere compenso.

Il paradosso civile italiano consiste in questo evento misterioso che come uno tsunami in pochi minuti travolge e distrugge un paese che poco prima viveva in piena armonia.

Una giustizia che invece di sanare l’economia e la politica italiana: le distrugge sino a portare all’esasperazione e alla povertà i cittadini del paese.

Ma siamo solo all’inizio della vicenda: crisi economica italiana, la causa determinante sarà generata dalla pressione fiscale, poi dall’entrata in vigore della moneta unica e infine col coronavirus.

Nel marzo del 1994 Silvio Berlusconi viene eletto presidente del consiglio e  propone a Di Pietro di entrare nel suo governo come ministro dell’interno e a Davigo come ministro della giustizia i quali prontamente rifiutarono.

Il 13 Luglio 1994 viene emesso un nuovo decreto legge, nominato dai critici con il dispregiativo: decreto salva ladri, che favoriva gli arresti domiciliari e

ampliava la possibilità di patteggiamento, per i corrotti, tranne se vi era effettivamente il rischio di fuga dell’indagato nella fase cautelare; in questo modo:

gli accusati poterono uscire dal carcere sotto gli occhi di tutti gli italiani che, entusiasti della vittoria calcistica dell’Italia sulla Bulgaria, non badarono a ciò che stava accadendo.

Molti magistrati del pool di tangentopoli dichiararono di non poter continuare il loro lavoro nella condizione di conflitto tra dovere e coscienza e chiesero, in un comunicato letto e firmato da Di Pietro, di essere assegnati ad altri incarichi.

Dallo scandalo di tangentopoli iniziò il crollo dell’economia italiana, il lavoro cominciò a scarseggiare ed anche i miei clienti si preparavano a risparmiare ma l’evento successivo determinò l’aumento del costo della vita e della povertà.

 

La moneta unica e il costo della vita

I più giovani si domanderanno perché? Accuso l’euro per l’aumento del costo della vita, purtroppo chi nasce in una circostanza non si accorge della differenza tra un’altra sinché non la vive di persona.

La moneta unica era una gran bella idea ma purtroppo non sono state emesse regole per l’uso dell’€uro infatti ogni settore commerciale ha fatto ciò che ha voluto sui prezzi di determinati prodotti;

sino ad aumentarne il costo di quasi il doppio se no oltre il prezzo stimato in lire; basti pensare che un sacchetto di plastica per la spesa costava tra le 10 e 30 lire mentre dopo circa 20 anni ha raggiunto il costo di 10 o 15 centesimi di euro che corrispondono a circa 200 o 300 lire.

Alcuni mesi fa ho comprato delle rondelle di ottone per i cardini delle porte interne di casa e sono rimasto strabiliato nel constatare che da circa 20 lire l’una (prezzo di 20 anni fa) ho dovuto pagarle 20 centesimi di euro che corrispondono a circa 400 lire.

Il pane sembra diventato una materia preziosa perché da 2000 lire al chilo ha raggiunto quotazioni che variano dai 4 ai 15 euro corrispondenti a circa 8000 o 30000 lire.

Tutti i prezzi da 1000, 2000, 3000 lire sono stati sostituiti con 1, 2, 3 euro immediatamente alla sua comparsa ma tali prezzi corrispondono a circa il doppio del valore in lire.

Lo stesso fenomeno, però, non è potuto accadere per tutti i settori e soprattutto per gli stipendi degli operai che hanno visto in busta paga sempre lo stesso valore, accuratamente calcolato per non sbagliare cifra, generando, così, un ampio divario tra alcune categorie come operai, artigiani, pensionati ed altre privilegiate.

 

La liberalizzazione dei mercati

Altra idea bellissima che approvai totalmente a causa della mia ignoranza come avvenne per l’euro ma che purtroppo si rivelò catastrofica

a causa della continua pressione fiscale e delle regole commerciali imposte che altri paesi non hanno o evadono facilmente.

Infatti per questi motivi molte imprese italiane si sono trasferite all’estero o hanno venduto a stranieri causando la perdita di molti posti di lavoro e di produzione.

 

Il lockdown la bastonata finale

Nel 2020 abbiamo assistito al un nuovo sistema di governo globale che tramite un virus ha spaventato popolazioni e causato il blocco dell’economia ordinando la chiusura i molti locali e il distanziamento sociale, decisioni che hanno stimolato la crisi economica per l’ennesima volta.

Utile sistema per addestrare le popolazioni ad un eventuale allarme ma praticamente inutile in caso di un vero pericolo per contagio da virus mortale.

La mascherina e l’igiene sono fondamentali per evitare di trasmettere l’influenza virale e considero giuste queste precauzioni soprattutto sul posto di lavoro e per operatori nel settore alimentare;

ma non sono sufficienti nel caso di un virus facilmente contagioso e di estrema resistenza perché le possibilità per contrarlo sono molteplici e non possiamo vivere in uno scafandro o in una tuta spaziale totalmente isolati dall’esterno.

Credo più nel buon senso che nel tentativo di sconfiggere qualcosa di invisibile ad occhio nudo; e sostengo che il lockdown serva solo per riuscire a conquistare gli aiuti da Bruxelles,

aiuti che otterranno solo alcuni settori, sempre se qualcuno non decida diversamente e restino tutti a bocca asciutta; aiuti che faranno del popolo italiano lo schiavo dell’Europa.

Insomma dalle parole degli anni 90 e dei primi anni del terzo millennio, in cui si prometteva: prima la ripresa e poi la ripresina: la crisi economica è sempre più presente e se non finisce il lockdown ci divorerà completamente.

Da quando nel nome della moneta unica, dell’apertura dei confini e della globalizzazione ti promettono libertà, pace, benessere e unità: siamo giunti al distanziamento sociale,

al blocco dei voli e degli spostamenti tra i comuni, al coprifuoco e a non poter possedere più di 2000 euro in contanti, salvo nuove disposizioni; questo è quanto!

 

Di Gooss Old Lion

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