Esperimento carattere: 56 giorni dopo

A 56 giorni dall’inizio dell’esperimento dedicato alla mutazione del carattere iniziato il 2 novembre: ho potuto osservare un fenomeno particolare

 

Esperimento carattere

56 giorni dopo

 

Avendo constatato la tranquillità conferitami dal ricordo della retta via, insegnata dalle religioni monoteiste, e all’applicazione delle leggi trasmesse dai libri sacri:

ho deciso di continuare l’esperimento per mutare il carattere e dopo 56 giorni ho notato un fenomeno ambiguo manifestarsi a livello psicologico.

 

Nonostante provenga da una mentalità religiosa, inculcata da parenti che nella mia età infantile mi trasportavano da una chiesa all’altra e nelle sale dei testimoni di Geova:

essa non mi impedisce di apprendere con razionalità anche la fede che normalmente è irrazionale e misteriosa,

Forse perché non amo i misteri e mi piace guardare in faccia la verità piuttosto che vivere in una mera illusione.

 

O perché: nonostante i parenti religiosi mi ritrovavo con due genitori atei che detestavano ogni forma di religione e deridevano ogni tipo di spiritualità.

Queste due forze contrastanti mi permisero di  odiarle entrambe e quindi decisi di trovare una via che si fondasse sulla realtà e sulla scienza invece che sulla fantasia o le tradizioni umane.

 

Per questo motivo mi appassionai all’astrofisica, alla fisica quantistica e alla psicologia come: allo studio del cristianesimo,

dell’islam e dell’ebraismo perché dovevo trovare la verità in qualche libro.

Ma ogni volta, che mi avvicino alle sacre scritture: mi trovo tra due mondi paralleli perché in quei libri trovo frasi sensate e scientifiche, ma anche contraddittorie.

 

Vivendo nell’anno gregoriano 2019 non posso sottovalutare le scoperte scientifiche che invece di allontanarmi dalla fede mi permetto di rinforzarla.

Di conseguenza comprendo che è proprio la contraddizione che mi concede di considerare la scienza e collegarla alle informazioni scientifiche contenute nelle sacre scritture.

 

Ma questo fenomeno ambiguo del mio carattere psicologico che, nonostante creda nella spiritualità, non si adagia in essa ma vuole scoprire il mistero:

denota un distacco totale da tutte le religioni che invece: fondano la loro cultura e la loro politica sui misteri della fede,

sui miracoli e nel credere fermamente alle scritture senza dubitare o indagare su ciò che ti incuriosisce.

 

Se in futuro gli scienziati affermassero di aver scoperto e confermato l’esistenza di qualcosa di diverso da ciò che intendo per origine del tutto:

cercherei di studiare la loro teoria e di migliorare quella che espongo nell’articolo: la Volontà Dell’Altissimo.

Questo è il mio carattere psicologico osservato dopo 56 giorni di ricerca e meditazione inerenti alla retta via trasmessa dal Corano.

 

 

Perché hai scelto il Corano

 

Ho letto quattro libri, considerati sacri, ma l’unico in cui ho trovato spiegazioni importanti, di versetti contenuti negli altri tre libri: è il Corano.

Che certamente va studiato con un metodo più esteso, che leggere e ripetere a memoria il libro islamico,

per non inciampare nei versetti storici inerenti alla violenza.

 

Ispirati al profeta per proteggere il primo popolo Islamico dagli attacchi degli oppositori al monoteismo, perché politeisti.

Il Corano mi concede una visione mentale più vicina all’entità che ha creato ogni cosa e alimenta la nostra esistenza.

 

Un Creatore che non muore e che difende coloro che seguono i Suoi inviati e applicano, alla loro esistenza, le leggi trasmesse dai Profeti.

Ho preferito il Corano perché, ogni volta che lo leggo: la mia mente torna ad occuparsi di scienza e dimentica ogni congettura umana.

 

La considerazione Coranica dell’Unicità dell’Altissimo mi collega all’origine del tutto e mi permette di meditare sulla Sua potenza.

Nella mia gioventù provai anche ad avvicinarmi alle culture spirituali orientali ma generarono nella mia psicologia solo confusione; e: la distruzione

dei programmi che avevo elaborato per la mia vita professionale e sentimentale.

 

Con questa considerazione non voglio criticare tali culture ma considerare la mia incapacità di comprenderle.

Ma a questo punto la mia mente si ferma, cioè: oltre ad apprezzare l’Unicità dell’Altissimo, la chiarezza con la quale il Corano

espone le Sue qualità, la verità inerente alla Sua promessa, l’ottimo metodo di glorificazione dell’Assoluto e la considerazione degli inviati che trasmettono la profezia monoteista:

sono costretto a trasferirmi nella dimensione scienza; e se vogliamo: questo può essere un segno.

 

Il segno indicante: che nel Corano non ho letto fesserie, ma informazioni che mi hanno spinto avanti per arricchirle con prove scientifiche nella mia mente.

Infatti la cultura islamica è favorevole alla ricerca scientifica e condivide il parere degli scienziati che lavorano per migliorare la vita della specie umana.

 

Cosa mi lascia perplesso

 

delle sacre scritture: è l’assenza di specifiche sulla prossima vita e della specie umana; che non riesco a decifrare in modo razionale, cioè:

Non comprendo se il modo di esprimere i concetti sulla storia dell’umanità si riferisca ad una reincarnazione continua oppure ad un unica vita come quella attuale.

Perché in alcuni casi sia nei vangeli che nella Bibbia e nel Corano vi sono espressioni che indicherebbero un unica comunità umana

che evolve nei millenni come se fossimo sempre le stesse persone che hanno vissuto in tutte le epoche dell’umanità

 

L’esperimento continua: perché mi incuriosisce e voglio confrontare i risultati che otterrò nei prossimi mesi.

Quindi ti do appuntamento allo scadere dei prossimi 60 giorni, grazie per la visita.