Cos’è la festa della mamma?

La giornata nazionale della madre del fanciullo nasce il 24 dicembre 1933; nella quale: vennero premiate le madri più prolifere d’Italia.


La festa

della mamma

 

 

Cos’è la festa della mamma?

 

L’ho inserito nella categoria ambigua umanità ma aggiungo la categoria Psicologia perché ho visto una realtà che voglio comunicarti.

Nel 1933 vennero premiate le madri più prolifere:

erano tempi difficili, sento l’eco rimbalzare da almeno 40 anni, qualcuno accusa il fascismo, altri l’industrializzazione; e chi scarica tutto sui tedeschi.

Effettivamente non penso si godesse del benessere che in Italia si è confermato negli anni 70 e 80 del vecchio millennio.


 

 


Ma ho notato:

anche durante il governo Berlusconi che ricompensava chi concepiva figli: stimolare la frequenza delle nascite, in Italia.

Quindi ipotizzo che negli anni trenta del vecchio millennio le famiglie concepivano numerosi figli esclusivamente per questo motivo economico.

Oltre alla mano d’opera, fornita dai giovani adolescenti, per il lavoro nei campi; perché l’agricoltura: era ancora un mezzo popolare per l’alimentazione quotidiana.

Insieme all’allevamento di bestiame e alla raccolta dei frutti di bosco.

Oggi: però, non tutti sanno che il sistema è cambiato, più che agli individui che attualmente sono giovani, mi riferisco a coloro che sono nati negli anni trenta e quaranta del vecchio millennio.

Attualmente nessuno può trovare il tempo per aiutare la famiglia di provenienza oltre il lavoro quotidiano, infatti la sanità italiana provvede a questo fenomeno.

Ma coloro che sono nati nella mentalità fascista: non possono concepire il fenomeno dell’odierna mentalità.

Dove, anche se inizialmente sei ricompensato per avere incrementato le nascite del paese: non puoi godere di una futura collaborazione economica.

Mentre nel 1933 e sino a quando la vita non è diventata eccessivamente costosa: era abitudine lavorare la terra con i propri genitori o in qualche altra attività essi svolgessero.

L’abitudine mentale della ricompensa, dovuta alla prole: disorienta la psicologia dei soggetti nati da genitori che hanno concepito per ottenere denaro.

Essi: non hanno generato figli per avere una famiglia, ma per ottenere la ricompensa; anche se dopo vogliono dimenticare la loro scelta.

Occultandola con falsi regali: che restano sempre in loro possesso, perché la mentalità del regalo era un’investimento; come la concezione di un figlio.

Purtroppo le ideologie e i lavaggi di cervello producono queste psicologie, come oggi l’eccessivo ostentare: padronanza sull’esistenza.

Grazie alla mentalità di un uomo educato dal governo vigente negli anni dal 1933 al 1945 e a una donna nata nel 1911 ho vissuto li fascismo e il nazismo in prima persona.

Comprendendo, così, il danno psicologico che hanno esercitato sulla popolazione italiana: i fascisti e i nazisti, oltre: alle sofferenze che hanno sopportato gli ebrei.



Quale giudizio?

Penseresti, con un pregiudizio impulsivo, che sono persone maligne; ma sarebbe errato perché:

non sono loro che sbagliano, ma tutto ciò che gli hanno inculcato e le abitudini che hanno memorizzato.

 

Devi pensare:

che i loro genitori li hanno sfruttati, non li hanno concepiti perché volevano amare qualcuno e badare alle loro necessità.

Di conseguenza: per loro è normale sfruttare, perché sono stati abituati così e se non traggono profitto dal loro investimento; accusano disturbi psicologici che s i riflettono anche sull’organismo.


 

Esempio:

Ho fatto il servizio militare di leva e sono stato educato al rispetto dei vecchi, quindi: ho imparato a rispettare per non incorrere in assurdi problemi.

Oggi anch’io vorrei essere rispettato, ma attualmente: non esiste più la mentalità del militare di leva e di conseguenza: devo accettare il presente.

Ma non è facile rendersi conto ed accettare

che: ciò che tu hai osservato: non puoi farlo osservare; non tutti si prestano a fare questo importante esercizio.

Ed entrano in conflitto con se stessi e con il loro figli; perché nati in un’altra mentalità, diversa da quella dei genitori.


 


Con queste parole

non difendo nessuno, non sono un politico perché altri hanno fatto anche peggio; sarebbe inutile prendere una parte.

Occorre solo molto intelletto, il buon senso in qualsiasi politica; mentre invece si tende sempre a strumentalizzare e così: restiamo sempre qui.

Dovevo pensare alle mamme e invece: ho festeggiato i papà.

Viva: tutte le Mamme.