Come hai superato la perdita della moglie?

Questo è un problema difficile da risolvere; ed era la paura prima della mia vita matrimoniale, come puoi riempire il vuoto lasciato da chi ami?


Come hai superato

la perdita della moglie?

 

 

Sposandomi a venti anni di età e vivendo un’esperienza matrimoniale per circa 18 anni con una moglie e due figli:

puoi immaginare la disperazione causata della solitudine e dalla confusione.

Impiegai almeno 7 anni per adattarmi alla nuova realtà e ancora oggi che ne sono trascorsi 15 anni percepisco la solitudine lasciata dalla perdita della mia famiglia.

Nonostante abbia instaurato almeno quattro volte un rapporto sentimentale con un’altra donna non è stato possibile continuare una relazione a causa delle incompatibilità di carattere.

 

Anche con mia moglie vi erano problemi simili ed è forse per lo stesso motivo che non è rimasta nella mia vita per più di 18 anni.

Nonostante sia consapevole che non vi sono colpe da attribuire ad alcuno perché ritengo il rapporto sentimentale relativo alla maturità dei partner:

preferisco accusarmi di non essere stato all’altezza della situazione matrimoniale e sentimentale sempre a causa della mia immaturità.

Per non cadere nella dimensione del giudice accusatore che genera solo figure meschine e non veritiere.

Per superare i problemi psicologici legati alla mia sensibilità ho adottato tecniche diverse ma una sola è riuscita ad allontanarmi dal problema.

 

Il problema fondamentale che generava problemi, nelle successive esperienze sentimentali, mi accorsi che nasceva dalla mia realtà di padre

che non permetteva la mia disponibilità totale per la nuova compagna; che vedendomi legato ancora alla mia famiglia stimolava in lei un sentimento di gelosia e invidia.

Sentimento che la allontanava dalla relazione generando in lei la necessità di un uomo tutto suo mentre io ero già dei miei figli.


 

 


Come hai superato

la perdita della moglie?

 

Non è solo per la mia immaginazione o analisi dei casi che ho osservato, ma fu una conferma pronunciata anche da alcune di loro:

“Tu devi pensare già ai tuoi figli, ma io ho bisogno di un uomo che pensi solo a me”

Anche l’ultima esperienza vissuta con una 55 enne mi confermò la mia realtà e le mie circostanze:

ad un appuntamento mi chiese come stavano i miei figli e, quando mi vide felice di ricordarli:

abbassò lo sguardo tenebroso e volle tornare a casa immediatamente, pur essendo una donna che crede all’amore vero.

 

Ma prima di questa donna: altre coetanee o più giovani di me rivelarono il loro istinto possessivo ed economicamente interessato

Quindi mi restava solo un’opportunità per trovare compagnia disinteressata alla mia famiglia ma purtroppo in quell’opportunità: l’amore non esisteva.

O non era certo l’amore: che conosce la maggioranza degli individui sul pianeta Terra ma riuscii a simulare per me stesso un rapporto sentimentale.

Nel quale trovai solo ciò che voleva la mia fantasia e il mio desiderio sessuale perché ancora in un’età sensibile.

 

Questa soluzione alla mia solitudine sentimentale non poteva durare per sempre me ne accorsi maturando

Infatti, dopo alcuni anni, mi resi conto che mi vergognavo di me stesso nel frequentare luoghi e persone:

che non appartenevano al mio mondo ma opprimevano la mia dignità di uomo, nella società.

 

Solo il mio legame con la spiritualità mi permise di lasciare le mie vecchie abitudini e di dedicarmi a me stesso e all’umanità.

Infatti iniziai a scrivere per impegnare la mia mente in un nuovo lavoro che a differenza di molti altri mi permette:

di isolare totalmente, almeno per alcune ore, il pensiero sentimentale e sessuale.

Ma questo non basta per risolvere il problema del vuoto sentimentale occorre che la mente possa staccarsi e liberarsi dalle categorie: sentimento e sesso.


 

 

 


Cosa mi  permette

il distacco dalle suddette categorie?

 

Abbastanza semplice a 53 anni di età: l’interesse per altre categorie ti permette di isolare il cervello da quelle che ritieni inopportune per la tua quiete mentale.

Mentre prima dei 40 anni di età riuscivo ad isolare la mente dal desiderio sentimentale e sessuale tramite la spiritualità praticata con estrema serietà.

Infatti leggendo libri sacri e praticando gli ordini espressi dalle religioni riuscivo a vivere totalmente distaccato dal fenomeno sentimentale e sessuale.

Anche se successivamente, a questa esperienza, volli dedicarmi a tutti i rapporti sentimentali e sessuali possibili per non incorrere in un fenomeno di rigetto.

La mia paura era infatti ritrovarmi adulto con ancora gli stimoli dell’immaturità nella mia mente.


 


Perché li consideri

stimoli dell’immaturità?

 

Perché devi considerare la realtà in cui vivi anche se ti hanno raccontato la favola di Biancaneve e i sette nani.

Nelle circostanze della civiltà non puoi sottovalutare che tutti i problemi sono ormai collegati direttamente al denaro e all’economia.

Occorre denaro per uscire di casa, come per mangiare e dormire; non esiste più nulla di gratuito anche se la pubblicità: regala tutto.

Non solo: ma una donna ha necessità di trovare sicurezza sentimentale ed economica perché è proprio sull’economia che è impostato il sistema.

 

Sistema che coinvolge tutte le categorie dell’umana esistenza quindi: non puoi criticare una donna se ha compreso

che non hai un’ottima situazione economica; preferendo uno forse meno simpatico ma più ben disposto.

Stimoli dell’immaturità: perché dopo i 50 anni avresti dovuto comprendere, già da tempo, dove stai vivendo 

Soprattutto se hai osservato i fenomeni sentimentali scaturiti dalle relazioni di tuoi coetanei ed estranei: hai capito che questa è la vita e così resta.

 

 

Informazioni di carattere psicologico

che non possono sostituire il parere del tuo psicologo