Astronauti e robot sulla Luna?

E’ la prima volta che dubito dell’uomo nello spazio erano circa le ore 0,50 quando mi venne in mente una domanda seria relativa al magnetismo terrestre

 

Lo spazio e la tecnologia

 

Non ho mai dubitato prima di questa sera e colgo l’occasione per fare questa anteprima affinché non mi dimentichi l’argomento.

Avevo appena spento il computer per prepararmi al viaggio onirico; ero nella toilette e accendendo la luce mi venne in mente che, se si fosse accesa: i poli terrestri erano ancora al loro posto.

 

Nel mentre che mi faccio sta battuta da esaurito: mi arriva un’immagine mentale che mi riproduce la figura di una navicella spaziale

che durante l’atterraggio sulla Luna ha un black out proprio per questo motivo collegato al campo magnetico di un pianeta sicuramente diverso da quello della Terra.

 

Allora spengo la luce e riaccendo il computer perché avevo il timore che dopo il sonno: mi sarei dimenticato dell’argomento o avrei cambiato la mia valutazione in proposito.

Anche se avrei dovuto fare il contrario perché in questo modo: sono andato a dormire alle cinque del mattino.

 

 

 

La domanda che mi venne in mente

se invertendo i poli magnetici della Terra: i sistemi elettronici vanno in black out:

cosa accade, agli strumenti di bordo di un robot o di un’astronave, in un campo magnetico diverso da quello terrestre?

Siamo sicuri che chi è andato sulla Luna: sia tornato indietro?

Quante cavie saranno state lanciate nello spazio, delle quali: nessuno è a conoscenza?

 

Per le mie poche conoscenze di elettronica: so che se inverto la polarità di alimentazione, ad elettricità continua:

brucio il fusibile; e se bypasso il fusibile: brucio il dispositivo che sto alimentando.

 

 

 

Come facevano a sapere se i dispositivi

che venivano usati negli anni 60 sulla Terra avrebbero risposto con la stessa precisione anche sulla Luna?

Infatti l’atterraggio sulla Luna non avvenne come da programma ma vi furono alcuni problemi e la navicella atterrò molto più distante del previsto.

 

Sempre se è atterrata e non si è schiantata al suolo, perché per il resto potevano già creare tutti gli effetti speciali che volevano

per farti vedere che camminavano sulla luna, ma intanto non puoi riconoscere gli astronauti perché sono in tuta spaziale.

 

 

L’Apollo 11 il 19 luglio 1969

alle ore 17, 21, 50 (UTC) Accese i motori per entrare nell’orbita lunare dopo aver raggiunto il lato oscuro della Luna.

La causa degli allarmi che si attivarono sul modulo Columbia fu attribuita esclusivamente al dispositivo radar; e vennero ignorati perché considerato inutile durante la discesa.

Ma ciò che mi lascia perplesso è perché abbiano raggiunto il lato oscuro per entrare nell’orbita della Luna;

infatti essa non ruota in orizzontale come la Terra ma in verticale come le lancette dell’orologio rispetto al piano Terrestre

 

 

 

Effettivamente molte immagini

trasmesse e pubblicate non corrispondono perfettamente ad immagini reali.

 

Non voglio screditare gli astronauti di cui conosco la vita difficile e i sacrifici per riuscire ad andare nello spazio.

Forse si sono burlati anche di loro, mentre sono del tutto ignari di ciò che accade realmente.

 

Sono a conoscenza che il campo magnetico della Luna è circa un centesimo di quello Terrestre quindi mi chiedo:

come potevano funzionare i dispositivi di bordo dell’astronave che vi atterrò?

 

Ma soprattutto mi domando: come fece a ripartire dal suolo il modulo lunare, perché non credo che abbiano inventato un dispositivo

che fosse adattato al campo magnetico del satellite naturale.

 

 

 

Considerando la gravità della luna

che è solo un quinto di quella terrestre: devi tenere presente che non vi è atmosfera

 per sfruttarne l’attrito o per la frenata con il paracadute; e che l’orbiter, da cui si stacco il modulo lunare:

avrà viaggiato a circa 24000 chilometri orari intono alla Luna.

Quindi la velocità di discesa era molto sostenuta e purché usassero i razzi di frenata se il campo magnetico avesse interagito con il loro funzionamento: non si sarebbero accesi.

Ne consegue: che se tutto fosse andato come sostengo: il modulo lunare poteva schiantarsi  al suolo oppure, anche se atterrato: non avrebbe più potuto raggiungere l’orbiter per tornare sulla Terra.

Mentre l’astronave, che lo sganciò, forse è tornata alla base di lancio.

 

Stesso problema per tutti gli altri pianeti che l’uomo desidera visitare o colonizzare, nessun campo magnetico risulta uguale

a quello terrestre; e tutti i dispositivi presenti sulla Terra sono stati costruiti in base alle leggi fisiche del pianeta.

 

 

 

Per riuscire in un’impresa tale

occorre una tecnologia che riadatti tutti i dispositivi al campo magnetico su cui atterrano.

Ma non credo che esista una tecnologia di questo genere.

 

 

 

A parte le illusioni e le congetture

prodotte dalla mia ignoranza, in materia: occorre che chi è competente faccia un attenta analisi del problema che sostengo.

Non sono a conoscenza delle tecnologie elettroniche spaziali ma credo che atterrare su di un pianeta, con un campo magnetico

molto diverso da quello terrestre: sia un problema irrisolvibile, perché tali tecnologie sono costruite e testate

sulla Terra e non in un campo magnetico estraneo che può interagire con quello dei dispositivi.

Mentre credo che nello spazio, lontano da corpi spaziali, pianeti o campi magnetici esterni: possa funzionare tutto correttamente.

 

 

 

Vedi cosa accade ad accendere la luce?

Che rischi di non dormire più per tutta la notte pensando alla NASA agli Astronauti e alla Luna; ciò che io chiamo: anomalia gravitazionale dell’esistenza.

Grazie per la visita

 

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