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Aggiunti geni umani al corredo genetico della scimmia

Aumentando le capacità cerebrali della scimmia comprenderemo meglio lo sviluppo del cervello umano; aggiungendo geni umani al DNA dei similformes

Mutazione genetica

La rivista di Pechino National Science Review ha pubblicato nel 2019 la notizia attinente ad un esperimento condotto da genetisti cinesi e statunitensi che ha permesso di modificare geneticamente 11 scimmie.

Tramite l’inserimento di alcuni geni umani nel loro corredo genetico, mentre le scimmie erano ancora allo stato embrionale; solo cinque di loro sono sopravvissute all’esperimento, che ha confortato gli scienziati per la sua riuscita.

Rivelazioni dello scienziato Bing Su e del suo team di ricercatori del Kunming Institute of Zoology sulla rivista National Science Review.

 

Aggiunti geni umani al corredo genetico della scimmia

L’esperimento è stato eseguito inserendo un virus vettore del tipo HIV che infetta la scimmia; e trasportatore di geni umani nell’embrione dei macachi; cinque di loro hanno dimostrato risultati sorprendenti.

Dopo l’inserimento del gene umano: gli embrioni si sono sviluppati tramite gravidanza naturale dalla quale son nati undici esemplari di Macaco Rhesus di cui solo cinque sopravvissuti.

Le scimmie mutate geneticamente hanno superato i test per la verifica di memoria a breve termine, migliorata notevolmente, presentando riflessi più rapidi, purché la materia grigia sia rimasta della stessa grandezza originale.

  • La specie similformes, in fase di sperimentazione, è quella del Macaco Rhesus o Macaca Mulatta un primate della specie dei Cercopitecidi
  • Il gene umano, usato per l’esperimento, viene nominato: MCPH1
  • Il virus vettore del gene umano: HIV delle scimmie

 

I genetisti cinesi e statunitensi

affermano che l’esperimento ha permesso la creazione di scimmie transgeniche al fine di comprendere meglio lo sviluppo del cervello umano.

Cervello In fase di studio per comprendere la causa del ritardo o del sottosviluppo cerebrale che avviene quando il DNA del neonato è mancante del gene MCPH1

Questo esperimento condotto su esemplari di macaco dimostra una maturazione cerebrale ritardata che descrive un’infanzia protratta sino all’età adulta  e marca nettamente la differenza tra il cervello animale e quello umano

Gli effetti collaterali dell’esperimento sono ancora ignoti ma gli scienziati sostengono chei Macachi Rhesus modificati geneticamente sono molto più simili alla specie umana a differenza dei topi usati per questi esperimenti prima delle scimmie.

 

Il gene MCPH1

è necessario per molte funzioni, ancora misteriose, attinenti alla divisione cellulare, allo sviluppo del cervello e soprattutto per la codifica della proteina: microcefalina 1 che gestisce le dimensioni del cervello umano; infatti la sua alterazione causa la crescita di cervelli ridotti in alcuni bambini.

 

Il professore ordinario di zoologia

dell’Università di Pavia il biologo Carlo Alberto Redi: conferma l’utilità scientifica dell’esperimento condotto dal team di genetisti cinesi e statunitensi;

ma considera questa tecnica: inaccettabile, per il mondo scientifico occidentale, perché non possiamo comprendere cosa avvenga nel cervello della scimmia dopo questa mutazione genetica tramite geni umani.

il professor Redi sostiene che andrebbero usate altre tecniche ma,  purtroppo, la sperimentazione scientifica non considera minimamente il criterio etico.

La genetista James Sikela, dell’Università del Colorado, sostiene che l’umanizzazione degli animali, per motivi di ricerca scientifica, sia una strada molto pericolosa.

 

Geni umani nella scimmia

Credo che la sperimentazione scientifica sia necessaria se cerchiamo un progresso sanitario che continui a migliorare la vita dell’uomo trovando rimedi utili alla sua sanità fisica e mentale.

Ciò che mi preoccupa nasce dalla tentata umanizzazione degli animali che rischia di compromettere la specie homo e usa la vita di esseri viventi per scopi che vanno, anche, oltre il fine preposto.

Credo che la ricerca scientifica sia utilissima e non debba essere colpevolizzata, invece: comprendo che, dietro le quinte della sperimentazione, ci sia la politica e l’economia mondiale che mira a trovare sempre nuovi settori d’investimento.

Alcuni si domanderanno: perché inserisco queste informazioni nella categoria relazione scientifica e in quella di ufologia informatica? Perché la notizia è attinente ad un esperimento scientifico,

ma non riesco a credere che, la specie umana, sia direttamente interessata ad eseguire esperimenti su esseri viventi, perché, a differenza di molte specie animali e della natura stessa:

dimostra emotività e sensibilità; anche se esulta dopo una grande scoperta, questi fenomeni indotti: mi stimolano ad allargare il campo visivo della mia osservazione.

 

Macaco Rhesus Macaca Mulatta
Macaco Rhesus o Macaca Mulatta

 

Macaco Rhesus o Macaca Mulatta

un primate della specie dei Cercopitecidi originaria dei territori dell’Asia centrale, sud orientale e meridionale.

Le popolazioni selvatiche di macaco rhesus attraversarono un periodo tragico negli anni 50 del XX° secolo a causa dell’accordo tra Stati Uniti e Asia

che prevedeva l’esportazione di 120000 macachi Rhesus, ogni anno, per lo sviluppo di vaccini, eseguire test militari e per il commercio di animali da compagnia.

Solo nel 1978 L’india decise di vietare l’esportazione di macachi ma la Cina fece un passo avanti e decise di allevarli ed esportarli dall’anno 1984.

Lo psicologo statunitense Harry Frederik Harlow (1905 – 1981) affermò che la scimmia Macaco Rhesus è capace di risolvere molteplici problemi

come quelli che provano l’intelligenza umana, ma anche l’anatomia e la fisiologia sono simili a quelle della specie homo.

James Rachel filoso statunitense, scomparso nel 2001: sosteneva che questi animali provassero compassione per la sofferenza dei propri simili proprio come avviene per gli umani.

 

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