Cultura islamica in occidente, discussione con convertiti

Considerazioni sulla cultura Islamica in occidente e discussione con due sconosciuti musulmani convertiti da poco all’Islam

Cultura islamica in occidente

Avendo studiato le religioni e l’Islam, tutti coloro che sono religiosi,  pensano che io appartenga alla loro religione.

Non posso ritenermi un musulmano o un cristiano anche se sono battezzato e neppure un religioso perché le mie abitudini non sono in armonia con la vita religiosa e ancora meno con la cultura islamica

Accade per l’Islam, con il terrorismo, che i criminali gridando e uccidendo nel nome della cultura islamica gestiscono l’opinione pubblica occidentale,

che si convince sempre più che l’Islam sia una religione terroristica.

Mentre i terroristi sono solo criminali, psicopatici o drogati e non  religiosi o Credenti per aver capito una verità.

Gli insegnamenti contenuti nei messaggi profetici non insegnano a uccidere.

Nelle religioni, invece, si trovano versetti che possono essere interpretati a tale fine perché collegati dalla politica sociale del paese, di un tempo ma anche odierna.

Sia nella Bibbia che nel Corano troviamo paragrafi dedicati alla politica di governo di una società, con relative punizioni per la trasgressione delle leggi e dei precetti religiosi.

In alcuni versetti Coranici viene espresso l’ordine di combattere e di punire, come in alcuni Biblici ed Evangelici.

Ma non sono parole Profetiche, aggiunte chiaramente per opprimere chi non si convertiva e non certo provenienti da una cultura islamica concreta.

La Jihad non è intesa come una guerra all’infedele, ma uno sforzo che noi tutti facciamo per giungere alla fine dei nostri giorni senza pentimento

Non ve nulla di santo nell’uccidere un essere umano. Se confrontiamo quello che intendo con il Corano troviamo che la Rivelazione afferma:

 Chi danneggia gli altri danneggia se stesso. In questo versetto non v’è possibilità di fraintesa, ma molti ci riescono.

Nel mio caso potrebbe pensare che l’islam è uguale alla cultura Italiana deviando così l’insegnamento islamico.

Stesso concetto per qualsiasi altra religione che ho studiato perché ritengo che per dare un esempio valido necessiti praticare nella serietà, assoluta, una religione.

Discussione con estranei convertiti all’Islam sulla cultura islamica

pubblico, per il rispetto del privacy, solo le mie risposte

Un individuo sconosciuto, italiano convertito: a questi commenti, si sente disturbato nell’animo e non riesce a capire la mia visione della realtà

quindi ritengo necessario instaurare con lui questa discussione rispondendo così:

Cancellare un’educazione e una cultura, da una persona, non è possibile. Possiamo solo aggiungere e modificare ma le informazioni vengono elaborate tutte dal cervello e non può cancellarle.

Se io proponessi a un mussulmano di cambiare abitudini, o di uscire dalla cultura islamica, nemmeno lui potrebbe.

Non per la sua religione ma perché obbligato dalla sua prima educazione a tornare su quei concetti.

Certo vi è chi è più maturo e chi meno, chi riesce a dare il 90% chi il 30% ma alla fine credo che ognuno abbia dato solo ciò che Allah (Dio) gli ha imposto.

Perché nonostante le religioni siamo tutti sottomessi a un unico destino: nasciamo senza volerlo, viviamo senza sapere come, moriamo senza volerlo, torneremo nuovamente in vita perché:

Colui che ci ha creati la prima volta può ricrearci infinite volte ancora.

Non sapevamo di esistere ma esistiamo e quindi non possiamo essere certi che non torneremo in vita.

Il destino collettivo

Anche se la testimonianza non viene espressa, siamo tutti sottomessi anche quando sosteniamo il contrario.

Fare una testimonianza di fede a un, occidentale, non basta per ritenersi un musulmano, perché manca un’esperienza che può solo fare nel tempo che gli è stato concesso.

Fare una testimonianza di fede non vuol dire di aver capito cosa si intende per sottomissione ma solo recitare una frase di cui uno sarà responsabile per il resto dei suoi giorni.

Capirà forse cos’è nelle esperienze.

Quello che sottovalutiamo è una realtà individuale nella quale siamo schiavi di ciò che esprimiamo e padroni di ciò che taciamo.

L’errore, lo sbaglio, il peccato viene considerato uno scarto della vita, mentre è sempre stato l’errore che ci ha insegnato a camminare e solo accettando i nostri sbagli possiamo capire la sottomissione.

Tu potresti dirmi che una tale azione è un peccato ma sino a quando la mia coscienza non riceve quell’informazione dall’esperienza non può capirlo e si ripeterà nel desiderio di sbagliare.

Noi siamo responsabili dei nostri errori che, però, sono gli esami di maturità per portare consapevolezza alla nostra coscienza.

Discussione con un’altro convertito sulla cultura islamica

A questi commenti un’altro individuo, straniero, convertito, sconosciuto si sente disturbato dalla mia visione della realtà e sostiene che io sia un miscredente o un ateo,  irritandosi pure,

quindi ritengo utile intraprendere questa discussione per un ulteriore chiarimento e concedo queste risposte:

Vede: da molti anni ho il desiderio di avvicinarmi sempre più alla verità ma ho scoperto che l’uomo è libero della sua vita e l’Islam mi ha insegnato che Allah (Dio)

è insito nell’uomo (come lo insegna anche Gesù, che la pace sia su di lui), e ho provato a me stesso la veridicità di queste informazioni. Quindi considero:

adorare una divinità, fuori dall’uomo, idolatria ma non ritengo necessario entrare nella cultura islamica perché lontana dalle mie abitudini individuali.

Versetti profetici

Perché se Mohammed ha detto che (Dio) Allah si insinua tra noi e il nostro cuore significa: che qualsiasi interpretazione esterna all’uomo, di una divinità, è idolatria.

Anche Gesù dice, agli scribi e ai farisei che sono scandalizzati:

Voi siete dei! Se Dio è tra noi è il nostro cuore la divinità è in noi.

Ritengo invece la strumentalizzazione dei profeti (usata sempre a fini economici o politici) e degli uomini che hanno sacrificato la loro vita per liberare l’umanità dall’ignoranza:

un grave reato contro i profeti e contro l’umanità.

Lei non conosce dove mi trovo, nel percorso evolutivo, quindi non può giudicare la mia vita. Nel caso lo farà Allah (Dio): sia per me che per lei.

Per quanto riguarda le pratiche religiose: è conveniente tenerle nella propria intimità se vogliamo instaurare la nostra intimità con Allah (Dio).

Perché in ogni caso solo Lui ne conosce la qualità e la verità.

Il rivolgersi verso la Kaba è una regola apportata per fare distinzione fra chi avrebbe creduto in Mohammed e nell’Islam invece che in un’altra religione.

L’adorazione di Allah (Dio) nel corano troviamo versetti chiari sulla sua onnipresenza.

Ovunque ci volgiamo ivi è il volto di Allah (Dio).

La cultura Islamica non ha tutte le problematiche che gli individui creano spontaneamente per complicarla o deviare dalla retta via.

Osservazioni personali

Molto importante ricordare che nel corano come in altri libri sacri vengono mescolate leggi religiose e politiche rivolte a governare una società.

Questo comporta la sbagliata interpretazione di alcuni versetti.

Spesso troviamo versetti, nei libri sacri, che sono collegati al racconto storico di un avvenimento, di una guerra, di una persecuzione che non sono da collegare ai principi e alle regole di Allah (Dio).

Per esempio tutti quei versetti che inneggiano alla guerra e alla violenza appartengono al periodo di persecuzione sull’Islam quando il Profeta ordinava  ai primi musulmani di difendersi.

Non ha nulla a che fare con una legge divina da osservare al di fuori di una persecuzione. dove invece viene richiesto di difendersi dai criminali.

Tutti i libri sacri sono stati tramandati per molto tempo oralmente poi trascritti su papiri e solo nel XV secolo iniziati a stampare in circostanze politiche avverse all’espressione della verità,

soprattutto in occidente.

Ritengo utile analizzare ciò che una persona legge, nella recitazione di un versetto, per non deviare l’umanità con un concetto sbagliato o non coerente con la nostra realtà.

Io non ho mai incontrato immigrati mussulmani fare proselitismo o giudicare la mia condotta.

Ho riscontrato questo problema solo con alcune persone convertite alla religione islamica sia Italiane che straniere.

Cultura islamica e prevenzione

Consiglio a tutte le comunità Islamiche del mondo: di permettere ai nuovi convertiti di fare un esperienza di vita Islamica, per un certo periodo di tempo, sotto osservazione di un Imam.

Per evitare agli individui: pentimenti dovuti alla scelta o false interpretazioni del Corano e della religione, per non avere brutte sorprese che possono manifestarsi nel tempo.

Per evitare lo scandalo che può avvenire se qualcuno testimonia di essere un musulmano, nelle vostre Moschee, ma poi non riesce o continua a frequentarle fingendo.

Mi sento in dovere di dare un consiglio a chi vuole intraprendere un percorso religioso:

analizzate ogni parola, ogni movimento, ogni sguardo, e la vostra realtà confrontata con l’ambiente che state frequentando

per essere certi di trovarvi in armonia con voi stessi e non avere sorprese deludenti che rischiano di rovinare la vostra naturale spiritualità che Dio, Allah o Jahweh vi ha concesso.

Devo ammettere che le informazioni,contenute nel messaggio di Mohammed, sono importanti per comprendere i vangeli e il vecchio testamento.

Nel Corano  e nella cultura islamica vi sono contenuti concetti e principi utili per l’educazione individuale alle esperienze della vita al rapporto con la società.